giovedì 27 marzo 2014

Spegni il PC, accendi un libro




«Qualcuno in una cella e in un esilio sconta il Novecento anche per me.» (Erri De Luca)


Decidere di leggere un libro anziché un altro, nasce sempre da un contesto preciso. 
Spesso è mero desiderio di svago ma, ultimamente, è la voglia di approfondire argomenti di cui se ne ha infarinature ma dei quali non si è mai entrati nello specifico.
Questo mio desiderio - che è poi in parte anche necessità di capire - è la motivazione per cui, negli ultimi mesi, mi sono dedicata alla lettura e comprensione del periodo storico comunemente chiamato «Anni di piombo»: anni che mi sfiorarono, allora, quando ero nel movimento studentesco in seconda superiore, che mi portarono alla convinzione che i racconti di mio padre partigiano potevano ritrovare un senso in quelle mie battaglie di piazza giovanili, nelle grida scandite nelle manifestazioni e che mi hanno poi aiutato, negli anni successivi, a una certa posizione politica scevra da qualsiasi pregiudizio.
Che poi nel tempo anche questa mia idea di sinistra sia stata continuamente smentita dai fatti, dagli stravolgimenti radicali dei diritti sociali avvallati da coloro che ne dovevano essere paladini, è un altro discorso.
Ho finito ieri sera di leggere «Gli anni della lotta armata - Cronologia di una rivoluzione mancata» di Davide Steccanella: una dettagliata cronologia degli avvenimenti di ciò che è successo nel nostro paese , scandita e approfondita dalle didascalie (magari fossero state scritte con un carattere più grande i miei occhi ne avrebbero gioito), che mi hanno permesso di conoscere i nomi di quelle donne e di quegli uomini che erano, per me, solo qualche frammento di memoria di quelli più conosciuti. 
Un libro che deve essere letto, un libro su quella storia di cui tanto è stato scritto ma che continua a essere guardata con diffidenza e che si cerca in tutti i modi di stravolgere con le operazioni mediatiche a noi ben note.
Grazie all'autore Davide Steccanella e al suo meticoloso lavoro di documentazione.

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