martedì 9 aprile 2013

La parte degli angeli - Ken Loach


Ho apprezzato Ken Loach di Terra e Libertà e le vicende del gruppo di partigiani impegnati nella guerra civile spagnola con la storia d’amore dei protagonisti, ho amato il poetico quanto durissimo altro suo lavoro, Il vento che accarezza l’erba, che gli valse la Palma D’Oro nel 2006 e dove ci fa conoscere un’altra guerra civile, quella irlandese del 1923.
Stamattina posso dire che l’impegnatissimo regista ci ha regalato un’altra, deliziosa perla: una di quelle che ti lascia un sorriso ampio sui titoli di coda e che sai ti tornerà la voglia di rivedere.
La parte degli angeli è uscito lo scorso anno e, a maggio, la giuria del festival di Cannes lo ha insignito col premio speciale della giuria, meritatissimo.
Se con l’inglese Full Monty si arriva a solidarizzare e tifare per i protagonisti in cerca di una nuova dignità umana persa assieme al lavoro, gli scozzesi protagonisti della pellicola di Loach sono parimenti segnati inevitabilmente da un destino che pare senza riscatto; la carrellata iniziale dei personaggi, i loro “crimini” e le punizioni ti fanno sorridere amaramente, i lavori socialmente utili cui sono costretti dal giudice, diventano occasione non solo di riacquistare la loro dignità ma di conoscere l’amicizia tra anime sbandate.
Il crimine ultimo che viene commesso non è per arricchirsi, non ha l’obiettivo di emergere all’interno di una classe sociale dove troneggia la voce del più forte ma solamente per ritrovare la propria identità umana e riscattarsi da ciò cui sembrano essere, per sempre, condannati: una casa, un lavoro, la possibilità di vivere con la propria compagna e un figlio, che sarebbe altrimenti condannato a ripercorrere le stesse identiche strade sbandate del padre.
Delicato, dolce-amaro, tenero; si resta incollati ai 106 minuti di pellicola, sorridendo delle qualità inaspettate del protagonista principale e del suo impensabile talento, dei suoi scapestrati compagni, delle geniali intuizioni del semplice del gruppo, di colui che sarà, alla fine, l’amico importante con il quale condividere la preziosa ultima bottiglia, sacrificata al facile guadagno per qualche cosa di molto più grande e importante: il ringraziamento per aver reso possibile lo stemperare il metallico paesaggio di Glasgow con il verde paesaggio delle campagne circostanti.
Un termine riassuntivo per tutto: delizioso.

Nessun commento:

Posta un commento