venerdì 10 agosto 2012

Mater

MaterDea
collo rugato di anni e dolori,
profumo leggero di lavanda e marsiglia
mani solcate da vene di fatica.

MaterGea
che fosti per me terra,
seme piantato in essa dal fato
germoglio cullato e insegnato
a rendere vita al mio io.

MaterMia
è bastato uno sguardo 
uno soltanto a straripare
argine di lacrime.
Solo una carezza è bastata
a sciogliere groppo di serpi
lì, tra lo stomaco e quel cordone
che ora è reciso.

Adesso.

Che ti sono madre.




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