domenica 14 agosto 2011

Di vorticamenti ferragostiani d'eliche


Da ieri mi vorticano le eliche interne in modo spaventoso.
Spostano l’aria e non ho trovato il modo di fermarle.
La causa? La manovra del nostro governo del fare, che fanno talmente tanto e bene da osare pensare di usare le loro strategie come lassativo nel caso che si soffra di stitichezza, tre punti in particolare hanno aumentato spaventosamente l’elicare, amplificandolo al punto che in famiglia si sono preoccupati delle improvvise correnti d’aria che hanno smosso l’aria ferragostiana.
Il primo è sicuramente quello dell’alzamento dell’età pensionabile per il popolo delle lavoratrici femminili all’età che un tempo, ai miei occhi ragazzini, mi pareva veneranda.
No, perché qualcuno più intelligente di me mi deve spiegare con parole semplici e povere, come se io fossi un tovagliolo, quale potrà essere il mio contributo per altri quindici fottutissimi anni, quando già ora sono rintronata e la freschezza di un tempo, la memoria elefantiaca che mi permetteva di ricordare se non tutto quasi tutto, si è persa lentamente e necessita conferme nei file del server.
Ed io faccio un lavoro tutto sommato comodo, seduta su una poltrona davanti ad una scrivania più o meno adeguate alle direttive imposte (che gèli frega, se la mia schiena avrebbe bisogno di un altro tipo di poltrona che sorregga meglio il dorso?).
Svolgo, insomma, un lavoro più di intelletto che di fatica ma è inevitabile pensare alle mie coetanee che, in fabbrica, stanno davanti ad un rullo che passa incessantemente piastrelle e che i loro occhi devono classificare velocemente se appartenenti alla prima, alla seconda, alla terza scelta o allo scarto.
Mi domando se nella manovra è previsto un contributo occhiali nonché un’erogazione per quei farmaci integratori.
Perché anche queste donne, una volta finito le loro otto ore (che se vi sembrano poche, provateci voi, signori) hanno una casa da pulire, cene da preparare, lavatrici da stendere e da stirare.
Unica cosa che mi auguro è  di non dovermi mai trovare con qualcuna di loro e udirle lamentarsi, dal momento che in tempi non tanto remoti si sono vantate con orgoglio di aver dato il voto alla lega, perché se no tutti i marocchini ci rubano il lavoro.
A parte questo, penso anche ai ragazzi freschi di diploma, come lo fui io nel lontano 1980: pensare magari di fare diventare loro lavoratori dipendenti ai quali noi anziani trasmettere le nostre conoscenze no?
Un incentivo ai dipendenti con trentatré anni di onorato servizio che si assumono l’onere e l’onore di formare le nuove leve non potrebbe essere un’alternativa?
Ma io non sono Sacconi né Tremonti.
Il secondo punto che mi è oscuro è quello delle pensione delle vedove, legato a doppia mandata coi tagli ai servizi sociali di Comuni  e Regioni; un esempio pratico, con numeri e senza vergogna è mia madre:  ha lavorato in fabbrica per tutta la vita, dal 1984 pensionata d’Italia. Per l’indicizzata attuale cifra di ben 550,00 Euro mensili. Dal 1991, vedova, ha la pensione di reversibilità di mio padre che ammonta a 600,00 Euro per un totale mensile di 1.050,00 Euro… praticamente per chi è in salute, non ha affitti da pagare, non ha auto da mantenere e usa il telefono con il contagocce sarebbe essere ricchi ed avere di che sostenersi.
Peccato che poi arrivi una qualche malattia, così, a tua insaputa, e l’alternativa è assumere una badante. Costo 1.600,00 Euro al mese.
Iter per avere il sussidio di accompagnamento di 480,00 Euro al mese, (siamo in attesa del rinnovo da aprile, con conseguente sospensione dell’erogazione), quindi il gruzzoletto frutto dei risparmi di una vita intera si assottiglia ogni giorno.
Ora non so bene cosa vogliano ritoccare delle pensioni delle vedove, se qualcuno me lo spiega gli sarò molto grata, se non altro per sapere se l’idea di fare un altro contratto di rate per 48 mesi, per cambiare un’auto che ha superato i 200.000 km la posso ancora prendere in considerazione o destinare tale quota ad integrare il taglio della pensione della vedova di mio padre.
Il terzo punto, che è quello che davvero mi piomba nel farmi domandare se sono cretina del tutto e tutta la banda di ladri è davvero più intelligente di me è quello relativo all’accorpamento delle festività come il 25 Aprile, il 1° Maggio e il 2 Giugno alla domenica: non riesco proprio a capire se davvero la causa del fallimento della società ItaGlia è da ritrovare nei festeggiamenti di tali festività, se è assolutamente indispensabile lavorare in tali giorni o non solo falliremo miseramente ma pure con bancarotta, noi popolo di sfaticati e di beceri assenteisti che non vedono l’ora di festeggiare. Però, contemporaneamente, mi devono pure dire come mai, allora, non vengono accorpate le altre feste, tipo l’8 e il 26 dicembre, così, tanto per non farci mancare nulla e non sentirci troppo causa in causa di questo sfacelo.
Non capisco, non capisco davvero.
Ma io non sono Sacconi né Tremonti. 

2 commenti:

  1. No Daniela, tu non sei Sacconi né Tremonti.
    E meno male.

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  2. Io invece dico....peccato che tu non lo sia......

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