lunedì 9 maggio 2011

Ricordando i ricordi

Mi sorprendo a ricordare i ricordi ed al come, il farlo, porta al tempo vissuto.
Mi sorprendo a pensare come queste ricordanze possano aiutare a trovare la strada che si vuole vivere.
Abuso del verbo ricordare, ma qual è un sostitutivo valido?
Non di certo il sopravvivere anche se lo facciamo ogni giorno, cercando di non affogare nella melma che soffoca, ad annientare, ad annichilire sovente pensieri spesso cupi e neri e che trovano uno spiraglio proprio nell’andare ai tempi dei soli cocenti, in cieli senza nubi che nessun accenno né d’autunno né d’inverno presagivano.
I saggi dicono che bisognerebbe vivere coerentemente come si pensa o si rischia di pensare solamente a come si è vissuto ma se questo aiuta, perché censurarne l’andare a ritroso?
Qualcuno ci riesce ma io impalmo sull’altare le parole di Kierkegaard, infilo loro una vera nuziale e le sposo, scegliendole come compagne fino a che morte da loro non mi separerà: ci vuole più coraggio per dimenticare che per ricordare.
Questo aforismava il filosofo danese e mai citazione fu appropriata a descrivere essenza di pensiero a me compagno.
Forse per quel fidanzamento decennale e che ancora è amante clandestino con le leopardiane opere che fece struggente desiderio e melanconica certezza senza età la facoltà di immaginare e sentire, mai prerogativa della giovinezza del corpo ma d’eterna gioventù dello spirito.
Ben venga, dunque, il coraggio per dimenticare, ben venga il coraggio che Seneca afferma ci voglia per vivere prim’ancora e sopra tutto il resto.
Ben venga, maggio, mese dei ricordi infantili di rosari sgranati con corte gonnelle su ginocchia sbucciate.
Maggio delle rose a sfidare con colori accesi giardini ormai colmi del tenero verde esploso.
Maggio delle rivolte, dei morti ammazzati e dilaniati da bombe e da proiettili.
Maggio che scazzotta malinconie invernali nell’inviolato coraggio di dimenticare quando sarebbe bello ricordare e farsi trafiggere da ogni lama per imparare a dimenticare.
Maggio di vigne a gemmare prossimi acini per un’ottima annata.
Benvenuto ancora una volta, maggio a scandire istanti di sabbia a scorrere impetuosi in cristalli istmi strozzati. 
Nell’attesa, qua resto; vigliaccheria mi abita, senza coraggio rimango in questo tempo, ogni giorno più breve: bulimica, a sperperare e sprecare ore che lasciano quasi indifferente la vista di un sole nuovo, che appare sempre uguale ma ora, per raggiungerlo, ogni corsa è inutile.

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