mercoledì 23 marzo 2011

Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio (Bertolt Brecht)


Leggo: il governo appoggia la moratoria di un anno e decide per una pausa di riflessione. Considerando che la mozione è stata presentata dal ministro dello sviluppo economico (o involuzione, dipende dai punti di vista) Paolo Romani sostenuto dalla semprepresente e spesso poco silente ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo.
Ora, visto che io sono sempre di quella scuola che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina.
Considerando che nel momento in cui sono state raccolte le firme per domandare agli Italiani di esprimere il loro parere con un sì o un no abrogativo di una proposta di legge hanno il diritto civico di farlo;
Aggiungendo che tale richiesta è accorpata ad altre tre domande, sempre abrogative, sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento (di qualcuno in particolare ed il cui nome e cognome  è ben noto);
Domando e chiedo, visto che l’ignoranza spesso mi abita e, riconoscendola, chiedo lumi a chi più di me ne sa…
Non è che la sensibilizzazione che il terremoto ed il conseguente disastro nucleare che ne è seguito alle centrali giapponesi, il dibattito che ne è nato e che ha avuto ampio spazio, ha fatto dire a questi signori che tale partecipazione al problema avrebbe fatto sì che il quorum sarebbe stato raggiunto?
E quindi, sempre per non sapere né leggere né scrivere, togliendo di mezzo il quesito sul nucleare, non è che con questo puntano sempre a quel non quorum che già è stato tentato con il farci spendere 400 milioni di euro in più spostando al 12 giugno la consultazione invece di accorparla alla consultazione per le amministrative?  
Ok, la risposta della Prestigiacomo intercettata mi dovrebbe già dare una risposta, ricordate che disse?
"E' finita. Non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate!
Quindi, signori, la risposta alla moratoria deve essere una sola ed univoca: o che viene tolto di mezzo il decreto-legge 25 giugno 2008,  n.112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133 per cui di nucleare, in Italia, non se ne parla più, o voi, signore e signori, il referendum  lo fate e noi ci saremo, a votare il nostro SI’ compatto.
Perché è vero che ci sono degli ItaGliani imbecilli, ma anche qualcuno che fesso non lo è.
E questi che fessi non lo sono continueranno a rompere a destra e a manca, in alto e in basso perché si sono rotti i cababissi di essere presi per i fondelli da un governo del non fare, se non schifo.
Ovunque posi gli occhi.

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