domenica 23 gennaio 2011

Testis unus, testis nullus



La curia può ancora attendere?
No, perché mi sovviene un interrogativo e in questi ultimi tempi, nell’assordante silenzio del vaticano circa lo squallore ItaGlia, mi torna in mente il caffè servito a Sindona e la corda generosamente acquistata per Calvi.
Perché io posso anche comprendere un Giovanardi che appella come delinquenti e pericoli pubblici chi fa uso di sostanze stupefacenti leggere, non avendolo mai sentito spendere una parola sulla droga legalizzata dell’alcol che pur miete le sue vittime.
Posso capire che una parte di quel popolo così cattolico e puro si vergogni e preferisce il silenzio degli struzzi pur di prendere posizione: quella la prendono solamente per sbandierare il diritto alla vita e condannare omofobia.
Ma che tutto questo sfacelo passi come una cosa dovuta se non proprio voluta, mi sovviene che dietro al silenzio c’è altro per cui domani non mi stupirei di sentire del suicidio di qualche papabile barone che si è impiccato sotto il ponte dell’autostrada di Reggio Emilia, ché mica si può ripetere la location già vista.
Un altro, magari, gradirà un tè alla mandorla amara riempita di cannoli alla mandragola: pare sia un nuovo ritrovato culinario del quale conoscono la ricetta pasticcera solo qualche antico frate benedettino.
Insomma, sta a vedere che dopo Orwell e Bradbury mi tocca rispolverare persino Brown ed annoverare il suo Angeli e Demoni come profetico al pari di 1984 e Fahrenheit 451
Lo so, non ditemelo che a peccare male si fa peccato.
Risponderei che sarebbe un peccato molto lieve e sicuramente mi sdoganerebbero dall’inferno perché, in caso contrario, mi viene l’angoscia a pensare a quanti già lo abitano ed a quanti già è predestinato.
Va bene, ho troppa fantasia, il pastore tedesco non abbaia e non morde.
Possiamo solo auspicare una rivolta delle pecore.
Nel caso che, dall’alto, non stiano agendo sottobanco e ci stupiremo, a breve, dei miracoli che sanno compiere nel fare pulizia.
Nel caso, pronta a fare Penitenziagite.

Nessun commento:

Posta un commento