giovedì 27 gennaio 2011

Nell'altro c'è l'oltre


La luce impressiona retine avide, lasciando punti sgranati e senza contorni in antica pellicola seppiata dall’impressa data scaduta. E’ uno scorrere continuo di ricordi, di ansie e rabbie concretizzate in cromie di colori aranciati, dal sapore della reminescenza su lingua intonsa e ormai assuefatta al gusto dell’abitudine. 

Sciami di neuroni risuonano scintillando melodie antiche e sepolte dentro sinapsi attente e vigili nel cogliere nota stonata tra sinfonia di note perfette suonate da violinista con precisione di strumento, lancinante nei suoi voluti strappi uditi in tempo passato, su lucido marmo di sala da ballo in abiti sontuosi da gran galà. 

Come specchi allo specchio, riflettenti all’infinito rifrazioni di se stessi, a cogliere sguardo vigile e curioso, malizioso ed intrigante nel frastagliamento di vetro scheggiato, da ricomporre ieri come domani, nel combaciante fondersi di idee e calori, di fuochi e piogge, di mari e soli che ora sono punti sgranati dei ricordi. 

Vibrando nell’assenza di una presenza che sarà sostanza molecolare in perfetta perifrasi fondente parole, suoni, colori, rumori e ogni altra cosa che non è corpo ma solo anima, anelante ricongiunzione e quadrante il cerchio perfetto che tutto racchiude nel ri-conoscere stesse retine, stessi sciami. 

Nell’identico specchio.

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