sabato 1 gennaio 2011

Buon anno ma anche no


Vorrei una motivazione che mi spiegasse perché devo augurare buon anno a tutti.
A qualcuno io auguro un pessimo anno.
Un cattivo anno a chi ci ha governato, che ci ha fatto incazzare ogni giorno, a chi dovrebbe fare gli interessi di tutti e non privilegiare solo i propri, a chi dovrebbe in teoria rappresentarci e invece cala le braghe, mettendosi a novanta gradi.
A chi ha avuto una mano gratuitamente ed ha preso tutto il braccio, incurante di tutto il resto.
A chi ha predicato bene e razzolato male.
A chi ha sbandierato amore disseminando odio.
A chi si è posto come esempio dando per primo il cattivo esempio.
Agli ipocriti, ai falsi, alle persone cattive, a chi è caritatevole solo per facciata, a chi non sa nemmeno qual è la facciata.
A chi ogni giorno indossa le maschere per non rivelare il suo vero volto.
A chi giustifica sempre e comunque e con ogni mezzo.
Agli ignavi, a chi non prende posizione e lascia che facciano tutto gli altri per loro.
A chi crede che ci sarà giustizia divina mentre la giustizia deve essere in terra, tra i vivi.
A chi vive adagiato nelle proprie certezze e non pensa che domani potrebbero essere incertezze ed accuseranno gli altri.
A tutti questi io auguro un pessimo anno, un raccolto abbondante di ciò che hanno seminato.

A coloro che qua non si riconoscono un augurio: è un anno dispari,  oggi, 1-1-11, è una sfilza di numeri primi.
E se anche sui numeri primi qualcuno ha scritto della solitudine, non vale per tutti: uniti si vince, da soli non si va da nessuna parte.
Senza malinconie.
Con rabbia, con ardore, con passione.
Con lacrime, sangue, umori.
Ma si va.
A prescindere. 

1 commento:

  1. Anche io vorrei augurare un pessimo anno a chi dico io e a tanti altri. Ma per te faccio un'eccezione. Ti auguro un anno felice!

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