lunedì 3 gennaio 2011

Bip: messaggio ricevuto, Ammiraglio




Erich Fromm è illuminante: io so di avere e non di essere.
Non so fino a che punto ciò è consolante.
Nel senso che se lo scopo supremo di ciò che sarà il mio essere su questa terra è la piena crescita di me stessa, non ho capito nulla in questi miei primi cinquant’anni.
Tant’è.
Ho sempre navigato contro vento, senza rendermi conto che le vele stavano cedendo, pensando che fossero intessute di una tela resistente ad ogni strappo.
Sbagliato!
Ok, proviamo a cambiare tessuto, sperando che il risultato cambi anche se non ne sono così sicura.
Nel senso che, oltre alle vele, saranno necessari altri cambiamenti radicali.
Soprattutto del mezzo.
Non più a vela, a motore.
Dovrò necessariamente cambiare la nave e provare a vedere al prossimo salone nautico se ne vendono una che, navigandola, mi aiuterà ad abbandonare il mio narcisismo e smetterla di usare il carburante delle illusioni.
Oltre a smettere di usare tutti gli altri strumenti nati per avere: io non possiedo, io non controllo, io posso anche fallire nell’obiettivo.
Per quello, c’è la cabina di comando ultima generazione con tutti i computer di bordo messi a punto, se naufraga contro un qualche iceberg sparso non sarà per mia esclusiva volontà.
Una parte della tolda l’ho già conquistata: ho rispetto per ogni forma di vita, anche quelle che mi danno ribrezzo.
Non è molto, ma vedere l’amore anche in un topo, mi aiuterà a pensare in maniera più critica, aiuterà la mia fantasia nel far compiere a quello stesso topo un viaggio su un’isola ancora da scoprire che sono certa esiste da qualche parte, magari su Marte.
Ma, soprattutto, darò un significato al mio essere mozzo, non delegandolo ad un ruolo secondario ma primario, come gli compete, per farlo diventare, un giorno, un Capitano.
Bip: messaggio ricevuto, Ammiraglio.


Nave nella notte di Carmelo Cappadona

Passa la nave altera nella notte
col suo mistero di penombre e luci
strusciando l'onde in una scia dorata.

Così tra le pause e le tue lotte
che tutti i giorni in te scuci e ricuci,
uomo devi voler che la giornata

almeno qualche volta sia diversa.
Percorrila così dentro i tuoi sogni
come la nave nella sua distesa.

Lascia nell'ombra la realtà dispersa
scivola nel futuro ed i bisogni
del presente tralascia nell'attesa

che diventi passato da scordare.

Nessun commento:

Posta un commento