martedì 28 dicembre 2010

Ed adesso vola in alto, Soneek Max


Mi faccio portavoce di coloro che erano a battere piedi e denti davanti a quel selciato della chiesa per la prossima volta che decidi di radunarci tutti quanti,: per cortesia, fallo quando non ci sono quattro gradi sotto zero.
Ma poiché tutte le persone che c’erano ti hanno voluto bene, sono tutte sopravvissute  e anche se con molta tristezza nel cuore, siamo stati felici di esserci stati, con i nostri denti tremolanti e il nostro cercare un po’ di calore nel battere i piedi sul cemento ghiacciato.
Forse non ho ancora realizzato che non ti incontrerò mai più o che se mi venisse da chiedere in giro “E Max, che sta facendo?” non avrò risposta.
In ogni caso, Teneggi, è stata una bella festa.
Sì, anche un funerale può diventare una festa, soprattutto se il principale attore ne è sempre stato il mattatore numero uno.
Nessuno ha pagato il biglietto, oggi, ma in quanti eravamo a salutarti!
Ci hai visti?
C’eravamo tutti quanti, Max, è stato davvero come rivivere una delle tante serate che ti vedeva salire lentamente alla consolle, con la tua Ceres in mano, la sigaretta tra le dita e via che aprivi le danze.
Poi che arrivo che hai fatto!
L’autista di oggi ha esagerato, hai scroccato il tuo ultimo passaggio in una macchina da gran figo.
Lo stesso gran figo con gli occhiali e lo sguardo strafottente che mi guarda dalla foto ricordo.
Qualcuno ha sorriso nel fare la battuta “forse arriva in taxi”.
Oggi è stato per me ritrovare un pezzo della mia vita, rivedere i visi dei tanti che hanno transitato nel mio tempo che per tante cose è stato anche il tuo.
Un po’ invecchiati (poco, una quisquilia), di molti non ricordavo il nome ma ti devo dire una cosa, Teneggi, te la dico così, di brutto, come spesso ti comunicavo alcune cose: tu hai scritto un pezzo di storia.
Tu sei entrato nella storia di tanti che hanno vissuto sulla loro pelle il fermento musicale che poi non si è più ripetuto.
Una specie di rivoluzione, a Modena e dintorni, hai contribuito anche tu a farla.
Ho solo un appunto da farti, ma io sono un po’ così, non sopporto molto le musiche da messa e sarebbe stato bello sentire suonare qualche cosa del tuo amato Nick Cave al posto di quelle insulse canzoni che dovrebbero allietare la funzione: a me, personalmente, mi hanno depressa.
Oppure, visto che due terzi della Paolino Paperino Band erano presenti, potevi commissionare un qualche pezzo, certa che in chiesa qualcuno sarebbe rimasto basito ma altri avrebbero sorriso se non riso di brutto.
Così come abbiamo riso a ricordarti quando sei tornato dall’ennesimo viaggio a Londra coi capelli lunghi fino al sedere; o quando facevi spogliare la Morena con le note dei Mission sulla scalinata del Mascotte.
Ai tempi eri nella versione Robert Smith: labbra sbavate di rosso carminio e capello arruffato. Ad arte, naturalmente.
Forse era in quel periodo che giravi col bastone dal pomello d’argento a forma di medusa?
Sai, se anche ho indelebile di te il ricordo del biondo platinato (eri orribile!), qualche altra cosa l’ho persa.
Bè, Teneggi, in tanti ci siamo e ci sarà occasione per ricordare i particolari.
Ho una raccomandazione da farti: quando arrivi a destinazione, cerca la Dona, la Catia, Davide che già sono arrivati: già siete un bel gruppetto e sono sicura che un po’ di casino lo farete.
Vedi, Max, quando ci domandavamo che avresti fatto da grande oggi abbiamo avuto la risposta: il DJ per tutta la vita. 
Hai fatto per gli anni che hai vissuto il mestiere che amavi fare e si sa, datemi un lavoro che mi piace e non lavorerò un sol giorno della mia vita.
Come ultima cosa, mi piacerebbe solamente che mi confermassi una cosa: sei d’accordo con me che se avessero usato un po’ di foglie di marijuana al posto dell’incenso saresti stato più contento anche tu?
No, perché è stato il pensiero che abbiamo avuto in tanti.
Ciao, Max, ora stai già volando.
Noi ci ricorderemo di te.
Tu, ogni tanto, mandaci giù una nota e ricordati di noi. 



6 commenti:

  1. una voce che non dimenticherò mai.
    Grazie.
    S.

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  2. Era una voce da notte fonda ma alle 2 del pomeriggio

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  3. ieri mattina quando sono andata a trovarlo e a vederlo per l'ultima volta, mi aspettavo si svegliasse da un momento all altro. tutte le volte che gli ho dato un passaggio, il viaggio diventava sempre più divertente. sempre sarcastico e pungente. mi ha fatto conoscere i Monty Python, e mi derideva quando dal mio stereo uscivano i Simon And Garfunkel o qualche altro brano trash. Quando andavo all oasis a 16 anni era una specie di mito per me. Grazie di tutto.
    Ciao Max e salutami Joe

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  4. Ciao Fratelli,sono ormai due giorni che son sul divano tra influenza, Glen Grant e ricordi della mia vita (no, non quella sovra inguinale...). E quel salame di Max non se ne vuole volare via: sta sempre qua, nella mia mente a rompermi i coglioni. E sapete cosa mi manca di più di quel bradipo? La cosa che ci faceva stare bene assieme? L' umorismo. Sapevamo riderci addosso e ridere degli altri ma senza malizia e la cosa mi divertiva. E' questo che più mi mancherà del Max. Ma, permettetemi, sapete quante volte ho detto a quel culattone "Max, non siamo più dei ragazzi: vatti a fare un' analisi del sangue ogni tanto. Così, per stare tranquillo..." e lui "Sì Fabri, ti garantisco che ci vado la settimana prossima così non mi scassi più...".
    Un po' come dire " Sai, la settimana prossima andrò a iscrivermi a scuola guida". Ma la vita è severa e il mondo lercio in cui siamo costretti a vivere lo è ancora di più.Sigarette, droghe, eccessi di ogni genere portano alla distruzione. Si crepa anche senza, figuriamoci se si eccede...Ma la mia non è retorica: è rabbia,così come lo è stato per la mia Catia che si è uccisa tre mesi fa sedotta dai propri dèmoni, così come tanti che son morti per le più assurde cagate così come per cose, per me, fin troppo serie. Sapete cosa mi ricorda di più il "mio" Max? Solo una canzone. Nessuna Hit alternativa o meno ma il lato B di un lato B di un singolo degli ormai dimenticati New Model Army, una band inglese che forse nessuno ricora più e che a Mex nemmeno piacevano. Ma quel pezzo, chiamato "Grave New Wolrd" in versione pianoforte e voce che ascoltavamo vent'anni fa a Londra, lo incantava. Lo ricordo assorto, triste mentre pensava a sua sorella morta anni prima, senza orpelli e maschere. Solo Max e basta. A presto, fratello. Fabri

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  5. Ho appena saputo di Max e dal commento di Fabri mi arriva la mazzata di Catia.
    Sono passati vent'anni da quando uscivamo insieme o ci incontravamo nei migliori locali di allora.
    Peccato.
    Un saluto a tutti e due.
    Paolo R.

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