mercoledì 15 dicembre 2010

Cena di Natale a casa Fornetti



La signora Mariapia Fornetti disse che i fiori li avrebbe comprati lei.

Il signor Gianmaria Fornetti si arrese immediatamente, non osando contrastare, in quel particolare rilevante, la sua signora moglie.

Era esattamente da lunedì 18 ottobre che la signora Mariapia aveva iniziato a pianificare il non imminente pranzo natalizio, per non trascurare alcun dettaglio.

Quel lunedì di ottobre, per prima cosa, stilò la lista degli invitati: la stimatissima copisteria rilegatoria di Via Amato aveva già ricevuto la commessa di stampa dei più costosi biglietti d’invito in filigrana sui quali spiccava, a lettere dorate nell’accattivante carattere Lucida Handwriting, il testo:

I signori Fornetti sono lieti di invitarvi per la cena di Natale
venerdì 24 dicembre alle ore 21.00
presso la loro residenza di via Verdi.
Si raccomanda l’abito scuro.
R.S.V.P.

Occorreva decidere, dunque, chi erano i fortunati destinatari dell’invito sì ambito da tutti i conoscenti della famiglia Fornetti e poiché il numero era esiguo, la scelta doveva essere oculatissima e ponderata per tempo.

La signora Mariapia Fornetti scorse la rubrica ricordando che, quell’anno, avrebbe dovuto iniziare dalla lettera Z per non scontentare nessuno.

Le persone da invitare erano undici: il tavolo rotondo del salone delle feste di casa Fornetti, apparecchiato per tredici commensali, avrebbe rimandato, come consuetudine, un’immagine visivamente perfetta della scena.

Mariapia pensava anche alla tovaglia di batista color ecru, con il disegno che lei stessa aveva ideato e per il quale ne aveva commissionato il ricamo in filo d’oro alle suore del convento di Santa Venerina.

Nella sua mente già vedeva il tutto: sopra la tovaglia, i piatti di Sévres di porcellana bianca con il bordo dorato, i calici di cristallo di Lalìque con la stessa, identica decorazione –dono del signor Fornetti al sesto anniversario di matrimonio-, le posate Zeptel in oro e acciaio e i fiori del centro tavola, che avrebbe scelto, però, solamente ai primi di dicembre quando ormai tutto il resto sarebbe stato deciso.

Ora, restava solamente da comporre l’insieme degli attori che avrebbe circondato la tavola.

Zanoli: commercialista del signor Fornetti. Aria scarruffata quel tanto che bastava da renderlo simpatico anche quando comunicava l’ammontare dell’acconto delle tasse. Scapolo, non era mai rientrato nelle simpatie della signora Mariapia, soprattutto perché il primo investimento che propose al marito fu in azioni dell’Alitalia. Primo invitato, deciso.

Veneselli: compagna di scuola della signora Mariapia. Aveva mantenuto l’aspetto frigido che aveva ai tempi, risultando antipatica ai più, soprattutto da quando era diventata dirigente della locale Agenzia delle imposte. Zitella, anzi no, single: tutta compita nei suoi abitini sobri, sarebbe stata perfetta alla destra dello Zanoli che già vedeva con la fusciacca dello smoking d’obbligo tutta stazzonata. Secondo ospite, approvato.

Scanavini: direttore della locale Banca Intesa, nonché compagno di università del signor Fornetti. Durante il mese di luglio, era riuscito a creare un grosso problema al signor Gianmaria, facendogli pagare una penale del 10% per il mancato pagamento, il giorno di scadenza, di un assegno a saldo della barca, il famoso e incredibile “diciotto metri”. Sarebbe stata la giusta occasione per ristabilire la serenità con il consorte, anche per via dei tanti fondi obbligazionari che nella banca dello Scanavini erano giacenti. Terzo commensale: in lista.

Poppi e Signora: lui, ex-socio della signora Mariapia. Lei, amante segreta ma non tanto del signor Gianmaria. Storia che andava avanti da parecchi anni e della quale la signora Fornetti era stata informata agli albori dalla sua domestica, la signora Irina, che era amica intima della signorina Vanja, domestica di casa Poppi. Sì, decisamente era giunta l’ora di invitare la coppia a partecipare al pranzo di Natale di casa Fornetti: quarto e quinto posto, occupati.

Le gemelle Nandreoli: proprietarie della boutique ove era solita fare shopping per sé la signora Fornetti. Pettegole quanto basta, avevano fatto il grossissimo errore di vendere la borsa di pitone viola di Prada, che Mariapia aveva acquistato per Pasqua, appioppando il secondo e ultimo esemplare mai prodotto anche alla signora Poppi. Da allora le presenze della signora Mariapia si erano diradate ma era giunto il momento di ristabilire le buone relazioni. Riservati quindi alle gemelle il sesto e settimo posto.

Manfredi: istruttore di golf di Mariapia. Per lui, aveva abbandonato il circolo ippico, lusingata dalle promesse di visioni di verdi campi dolcemente declinanti verso il blu del cielo. La signora Fornetti ci aveva creduto, fino a che non lo aveva sorpreso a portare la sacca di cuoio della Veneselli, nonostante il Manfredi fosse perfettamente informato dei rapporti poco sereni che intercorrevano con la sua ex-compagna di scuola. Anche l’ottavo posto era andato, pur se ci sarebbe voluto un ferro nove sulla fronte.

Nannini: vicino di casa dei Fornetti. I rapporti si erano leggermente raffreddati da quando nel giardino di casa della famiglia Nannini erano spuntate le statue di Biancaneve e quattro o cinque settenani. Spariti dal prato all’inglese del Nannini tanto i nani quanto Biancaneve, i Nannini si interrogarono se non fossero stati i vicini a compiere l’orrido delitto e questo aveva incrinato i loro contatti. Quale migliore occasione per riportare la pace e ricucire le relazioni di buon vicinato? Mariapia sorrise, nello spuntare il nono e decimo posto.

Restava l’ultimo.

Per scegliere, occorsero solamente pochi minuti.

Bazzaguti: il comandante dei vigili urbani. La pila delle multe era sul tavolino all’ingresso, aveva smesso di contarle e aspettava la cartella esattoriale che la sua ex-compagna di scuola signorina Veneselli, avrebbe inviato con la gioia sadica che già immaginava sul suo viso. Bene, avrebbe invitato il Bazzaguti, con la speranza che averlo per cena avrebbe in qualche modo distolto la sua attenzione dalle auto dei coniugi Fornetti.

Mariapia sospirò contenta e liberata: la lista era fatta e non ci sarebbero stati ripensamenti. Non pensò nemmeno per un momento a eventuali defezioni: fossero stati ancora tutti vivi, non avrebbero mai declinato l’invito. Giusto per precauzione, si segnò i nomi di Calcanti e Haiduk, ma confidava sul fatto che due morti improvvise, nel giro di pochi mesi, sarebbero state statisticamente improbabili. Pero, mai dire mai.

La mattina di mercoledì 24 dicembre trovò i coniugi Fornetti pigramente in ritardo sulla tabella di marcia: avevano fatto le ore piccole per studiare, assieme, ogni dettaglio e potevano permettersi il lusso di attardarsi tra le lenzuola qualche minuto in più.

La signora Fornetti aveva il primo appuntamento restauro alle dieci in punto, il signor Fornetti doveva prima passare in ufficio per i consueti auguri di rito ai collaboratori.

Il catering sarebbe arrivato di lì a un’ora e gli addetti avrebbe pensato a tutto quanto, compreso l’apparecchiare la tavola.

Tutto era programmato, preventivato e nulla era lasciato al caso: anche per quell’anno la cena di Natale dei Fornetti sarebbe stata sulla bocca di tutti.

Mancavano giusto i fiori.

La signora Mariapia, prima di entrare in doccia, fece una telefonata che la rassicurò.

Verso mezzogiorno, perfetta in ogni suo singolo capello e liberata in ogni poro da qualsiasi impurità, varcò la soglia del Solgarden, il più bel negozio di fiori della città, una vera e propria boutique.

Il proprietario la accolse con un ampio sorriso: non era facile trovare clienti come la signora Fornetti la quale meritava ogni sua attenzione.

“Ecco il centro tavola e i segnaposti che ha ordinato, Signora, il ragazzo li consegnerà a casa sua alle 20,45 precise, come da sua richiesta. Ho dovuto pagargli un supplemento per una consegna così fuori dall’orario di lavoro e in una giornata così particolare come la vigilia di Natale. Ma per lei e il suo gentilissimo marito, questo e altro. Sa, Signora, non ho esitato ad andare di persona e scegliere le piccole piantine di Darlingtonia Californica, quelle piante carnivore che le piacciono tanto. Però, faccia attenzione per loro, visto il numero di squali che avrà a tavola”.

Quella cena di Natale fu ricordata che per la prima volta, a memoria d’uomo in casa Fornetti, perché nessuno sbranò nessuno.

Le Darlingtonia Californica vigilavano.

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