lunedì 22 novembre 2010

Chi di strisce colpisce, di strisce perisce?


Quando a giugno restai basita nel vedere dipinte di un bell’azzurro PDL le strisce pedonali della ridente cittadina di Sassuolo, solamente chi ebbe la sfiga di transitarvi sopra, a piedi o con qualsiasi mezzo, restò interdetto al mio pari. Semplicemente perché se non ti cascava l’occhietto, l’azzurro cielo, nella rarefatta aria confusa e un po’ fosca dei fumi che salgono volteggiando al cielo dalle ciminiere delle ceramiche, non te ne accorgevi proprio. Diciamo pure che la cosa mi fece non solo basire per l’impudenza del sindaco Luca Caselli ma nel constatare, per l’ennesima volta, della piccineria di pensiero che poi nei mesi successivi trovò conferma in tanti e altri fatti, non solo a livello locale ma con una risonanza ben più alta in territorio nazionale da parte degli appartenenti al Partito Dei Ludici del quale lo stesso Caselli fa parte.  In effetti, nel comprensorio della ceramica, i problemi che necessitano di immediata attenzione sono proprio quelli: stabilire che il colore delle strisce pedonali deve differenziare, nel caso qualcuno non notasse i cartelli stradali in dialetto: Sasòl, gemellato con la città di Irsina, Matera.  Non so a voi, ma alla sottoscritta dà tanto l’idea di una presa per il culo, soprattutto perché il vicesindaco predica male ma razzola bene, per mantenersi un elettorato che, se potesse, rimanderebbe a casa sua.

Leggo stamane che in tal comune San Martino di Lupari, in provincia di Padova, un sindaco ora si trova a ridipingere a sue spese le strisce di un colore che là è verde lega (fratelli, ad ognuno la sua sfiga…) poiché sono illegali; lo ha stabilito il Ministero degli Interni, mica io e ora occorre ripristinarle, nel colore che legalmente è concesso.
E poiché magari a qualcuno è sfuggito che a Sassuolo sono altrettanto illegali, mando una mail. 
Magari vengono a controllare pure qua, al Ministro Maroni piace viaggiare e qui, i tortellini, sono ottimi.
Magari salta fuori che oltre ad essere illegali le strisce verdi, potendosi confondere coi prati padani, lo sono anche quelle celesti, che farebbero un tutt'uno col cielo.
Non oso pensare alle risate che mi farei, nel caso: sapete, uno che ha dichiarato che “di rosso, a Sassuolo, ce n’è stato abbastanza”, merita solamente di arrossire dalla figura di merda che ha fatto.
Lui e le sue strisce… 

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