sabato 18 settembre 2010

Adro, 18 Settembre 2010

Sono rientrata da pochi minuti. Il tempo di togliermi mutande e reggiseno ancora imbibiti d’acqua ed è necessità mia scrivere di questa piovosa giornata in terra padana.
Iniziata con un sorriso del quale sapevo solo il nome ed il cognome e che ora conosco ed ho sentito, in queste ore, a me simile.
La telefonata mattutina, con la quale da casa mia si informavano della cellula comunista combattente, ci ha fatto sorridere.
Adro sembra la città del Mulino Bianco: tutto in ordine, tutto fottutamente in ordine.
Troppo, per i miei gusti.
E che aspettarsi da una città che ha osato sputare senza pudore alcuno le leggi, imponendo ad una scuola i simboli di un partito che, ogni giorno di più, ha tante reminiscenze del ventennio che se non noi, i nostri padri e nonni vorrebbero non aver vissuto?
E’ lo stesso, identico vento che si respira ad Adro: un vento che ha i colori neri del fascismo, della salvaguardia dei padani puri, della pura razza incontaminata.
La piazza, però, era rossa, bianca e verde.
La bandiera d’Italia, come simbolo di partito mi mancava nel mio curriculum degli ultimi cinquantanni; i colori sono sempre stati non quelli del basilico mozzarella e pomodoro, ma quello dei boschi, della neve e del sangue lasciato lassù da quei partigiani che lottarono per sventolare quei tre colori.
Chi la portava sventolante su un bastone, chi la usava come sciarpa per ripararsi dalla pioggia battente, chi l’aveva sulle spalle.
Ma c’era.
Assieme a tante altre sventolanti: le viola del Popolo Viola di Brescia, le rosse della Fiom, quelle di Sinistra e Libertà e quelle del PD.
Finalmente anche loro, sventolanti, a marcare la presenza di un partito che dovrebbe essere presente in queste ormai continue manifestazioni di vilipendio allo Stato, alla Costituzione, al Popolo Italiano.
Perché la voce ce l’ha, il Popolo Italiano, sapete?
Era la voce di quelle mille persone che erano là, arrivate un po’ da tutto il nord, anche dalla padana ma quella pianura diversa da quella che vogliono vendere ed alla quale auspicano questi fascisti di verde vestiti.
Il PD che ha spesso bollato certe esternazioni dei rappresentanti della lega come folklore e che oggi, forse, si sta rendendo conto della pericolosità di questo lega-pensiero, che distorce la storia con informazione taciute o alterate.
Personaggi, come questo sindaco che se ne strafotte delle istituzioni.
Sapete, c’era l’ex sindaco di Adro, che è il padre delle uniche bambine ritirate dalla scuola.
Ci ha parlato di un attentato che ha subito quando si è messo contro qualcuno che era intoccabile. La cosa che lo sconvolse non fu tanto l’attentato in sé ma il fatto che nessuno dei suoi concittadini si degnò di dargli un che di appoggio, una qualche manifestazione di sostegno.
Ci ha raccontato di una manifestazione che non è stata negata palesemente, sarebbe stata in disprezzo, ancora una volta, agli articoli costituenti che sanciscono la libertà di manifestare.
Lo hanno fatto in modo più sottile, concimando con letame il prato dove doveva svolgersi l’incontro.
Folklore?
No, vigliaccheria signori miei, spregio, sputo, strafottenza, tracotanza.
Come quel barista che si è rifiutato di servire un caffè al signore che portava la bandiera tricolore.
Vigliaccheria ma anche cattiveria ed ignoranza estrema, nelle parole di una madre e di un rappresentante delle forze dell’ordine che affermavano che quei simboli avrebbero turbato i loro figlioli, non sapendo che rispondere a chi domandava a questa affermazione come mai non erano turbati dal simbolo della lega che troneggiava ovunque, persino negli zerbini, anche se quello troneggiante sotto la scritta “Polo Scolastico Gianfranco Miglio” e che, oggi, era sparita.
Ah, i simboli di partito di cui sopra altro non erano che la bandiera tricolore, quella che in teoria è anche la loro bandiera; quelle di partito erano state democraticamente arrotolate, come da richiesta.
Ma il tricolore, signora madre, non è un simbolo di partito.
E’ il simbolo che dovrebbe, sempre in teoria, unire il popolo italiano nel riconoscersi in quei tre colori.
E’ il simbolo di chi le paga lo stipendio, signor carabiniere.
State sereni, cittadini di Adro, forse vi hanno raccontato che quelli che sbandierano molto rosso sono quelli che mangiano i bambini.
Ma quelli che erano là, a casa vostra, oggi, erano esattamente per salvarli, i vostri figli oltre ai propri.
Salvarli da un delirio che ogni giorno di più a me fa paura.
Perché il Prefetto non è intervenuto su questo fatto gravissimo.
Perché il Ministro della Pubblica Istruzione risponde solo con delle puttanate.
Perché voi, signori cittadini di Adro siete, fino a prova contraria, cittadini dello Stato Italiano e dovete attenervi, come tutti gli altri cittadini, agli obblighi ed ai doveri sanciti da una serie di articoli che si chiama Costituzione Italiana.
E colui che avete eletto, con il 64% delle vostre preferenze, anche.
Non vi piace? Vi sentite diversi e non vi ci riconoscete nell’essere italiani?
Beh, sappiate che ci sarà sempre qualcuno, invece, che si batterà con ogni mezzo gli sarà consentito per non farlo dimenticare a nessuno.
Nemmeno a voi, che abitate il paese del Mulino Bianco locato ad Adro.
Perché se sabato ci sarà da andare a Brescia, davanti alla prefettura, ci saranno altre mille persone.
Io potrei giocarmi un altro giacchetto di pelle che ora è qui, povero, tutto accartocciato dalla tanta acqua che ha assorbito.
Ma è il sapere che il gesto di qualcuno può servire se non a scuotere a far pensare a qualche cittadino di Adro che forse il sindaco non ha tutte le ragioni come vuol far credere che non fermerà questa protesta.
Ed allora, quelle quattro bandiere tricolore che abbiamo visto al muro di quattro case, potranno diventare dieci e poi cento e poi molte di più.
Sveglia, Adro.
Sveglia, Italia.
Sveglia, partito democratico: quando succedono queste cose qui non è il momento di fare del politichese ma di metterci la faccia, la testa ed il cuore, dimenticando la pioggia ed esserci.
La politica delle piazze, scendendo in mezzo alla gente e non restando su quelle cazzo di comode poltrone che vi state litigando.
I problemi sono questi, signori, se non lo avete capito.
E queste sono le risposte che vuole la gente media, come me, che di politica non sa un cazzo ma sa che oggi è stato importante esserci.
Mille, eravamo in mille ad Adro oggi.
Ed io mi sento, un poco, garibaldina…

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