martedì 24 agosto 2010

La metamorfosi - Francesca Longo


Una mattina, vivendo il solito incubo prima del nuovo giorno, Gregorio Samsa venne brutalmente svegliato dal campanello della porta. Ancora sudato per l'angoscia dei sogni (l'ultimo lo vedeva trasformarsi in un insettone nero, incerto se votare Berlusconi o Fini), aprì meccanicamente l'uscio e si trovò di fronte due solari persone, una donna e un uomo.

Appurato che non avevano in mano il blocco appunti della Folletto e che non erano ingessati alla testimoni di Geova, su due piedi pensò a una coppia di ufficiali giudiziari che, per conto di Equitalia, volevano recuperare i 450 euro di due multe da 50 euro ciascuna non pagate. Ma i due sorridevano. Escluso fossero i sostituti del postino (che aveva barattato le ferie per la metà del loro valore pur di far fronte al mutuo e permettere alla privatizzata Poste Italiani di comprare una buona scorta di libri, invece che buttar via soldi con nuove assunzioni a orario), chiese timidamente: "Chi siete?" .

"Ma come, signor Samsa, non ci riconosce? Siamo del Pd e siamo impegnati nella campagna porta a porta" rispose la fanciulla, il cui sorriso era valorizzato dalla bella frangetta. Certo, era assonnato, ma lui questa ditta non la conosceva proprio. "Mi scusi, ma Pd chi? Cosa vendete?". "Non vendiamo nulla" rispose un allampanato col volto mite di uno che ha dovuto lasciare il seminario per soccorrere la mamma malata. "Ah meno male- ribattè Samsa- non ho più un euro...". "E non compriamo nulla..." fece eco la fanciulla presentandosi come tale Serracchiut Deborah, di professione europarlamentare. "Non avrei nulla da vendere- sibilò Samsa- mi sono già venduto tutto!".

"Ecco, vede signor Samsa, noi ci rivolgiamo proprio a persone come lei che vivono nell'incubo e hanno perso ogni sogno. Noi andiamo porta a porta a regalare un sogno! Piacere, Franceschini". "Ma cosa me ne faccio di un sogno venduto porta a porta?" chiese stupito l'omino, chiedendosi tra sè e sè quale sarebbe stato il finale del suo incubo.

"Signor Samsa. Per anni le destre hanno rovinato il paese parlando da Porta a Porta e grazie a ciò hanno vinto. E' giunta l'ora della riscossa - affermò seriamente la Serracchiut- e anche noi sinistri, scusi, di sinistra vogliamo il nostro porta a porta. Ed eccoci qui. Ci presentiamo direttamente, ci radichiamo sul suo uscio e su quello dei suoi vicini e, quando sarà il momento, lei non dovrà far altro che votare per uno di noi. Le piaccio più io, giovane e donna? Può votarmi. Ma se preferisce un volto nuovo della sinistra cattolica può votare per lui. E poi tifare molto". "Solo così, signor Samsa, potrà allontanare i suoi incubi! Lei è nelle nostre mani e in quelle del Signore!".

Samsa era, per sua sfiga, ateo. Di incubi ne aveva abbastanza di suo per non andare a cercare quelli collettivi. "Scusatemi - chiese visibilmente alterato- ma Pd non è mica l'acronimo di p.... D..?". I due si fecero il segno della croce e scapparono a gambe levate.

Quella mattina, svegliato da sogni inquieti, Gregorio Samsa rimpianse di non esser stato trasformato in un immondo insetto.

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