martedì 1 giugno 2010

Di istanti, di lucciole

Le foto che avevo visto non rendono giustizia  agli occhi neri che mi si sono piantati addosso qualche ora fa.
Quanti mesi sono passati, dalle nostre prime comunicazioni...
Tanti, tantissimi mesi e finalmente, stasera, ho potuto vedere quello scricciolo vestito di azzurro ed abbracciarla.
E' minuta, Giovanna, ha i colori della sua terra dentro e fuori.
E' bella Giovanna.
Le mie amiche sono tutte bellissime, fiere, hanno le spalle dritte delle ginestre che si piegano al vento ma non si spezzano.
Sono orgogliose le mie amiche e anche Giovanna lo è.
L'orgoglio che ritrovo in lei come in tutti gli altri amici sardi che ho avuto occasione di conoscere è accentuato dai suoi occhi profondi, mobili, attenti.
Profondi.
Fa strano vedere in viso la prima volta una persona che senti dentro, molto più di altre, pur se mai l'hai vista prima.
E' successo con Natascia, con Loredana, con Grazia, con Pinina, con Francesca e con alcune persone che hai sempre annusato e in loro hai riconosciuto un odore a te famigliare, simile al tuo.
Giovanna ha semplicemente confermato il nostro essersi sfiorate, affacciandoci dal finestrino di un treno in corsa.
Io li chiamo istanti in transito di tempo, lei le chiama lucciole: dicevamo le stesse cose ancor prima di esserci conosciute, mesi fa, sulle lastricate, piene e piane vie del web.
Strade che si sono incrociate tempo fa, che hanno fatto nascere empatie, collaborazioni e, in lei, parole nei miei riguardi che mi gratificano anche se non credo di meritarle e che mi hanno fatto piangere, Fiorella testimone.
Anche se non sembra, cerco sempre di reprimere le emozioni quando sono in mezzo alla gente, devo pur sempre mantenere un contegno.
Ma stasera...
Stasera sono stata toccata nel profondo, grazie ad una piccola grande donna, su un palcoscenico spoglio, dove le parole hanno riempito ogni spazio, sono penetrate sottopelle e per la prima volta, dopo mesi, ho capito appieno cosa intende Giovanna Mulas quando parla del dovere di un artista.
Tanti dibattiti su tanti argomenti attuali, dalla violenza sulle donne a quella perpetrata a danni dei minori, non mi hanno lasciato addosso ciò che stasera mi hanno lasciato le letture di Giovanna, estratti dai suoi romanzi.
Ecco, se qualcuno vuole organizzare un dibattito sulla pedofilia, non chiami dottori a spiegarti ciò che resta addosso, ciò che può dire chi subisce violenza: chiami Giovanna Mulas, la inviti a leggere alcune delle sue pagine e l'impatto che avrà sarà devastante, molto più di mille dottori.
La gioia di averla vista negli occhi, stasera, è stata enorme; non solo perché ho potuto abbracciare un'amica, ma perché ho avuto di fronte un'Artista, una donna, che è riuscita a farmi capire cosa vuol dire subire violenze, o con gli stralci tratti da un suo passato che mai potrà essere ipotizzato, o dall'entrare nell'io narrante di una bambina di dodici anni.
Stasera sono venuta a casa più ricca.
E l'appuntamento è a Taormina, il luglio prossimo, per riafferrare la stessa identica magia respirata un po' tremando in questa strana sera di primo giugno in un distratto parco modenese.
Grazie, piccola lucciola, tu hai una luce potente e mi vesto con essa.
Perché mi scalda e mi fa tornare la voglia di scrivere, quella che ho perso chissà dove.

1 commento:

  1. Conoscersi e poi incontrarsi è stupendo. L'ho provato lo scorso maggio con il team di Blog Drome. Ci dovremmo trovare il 27 corrente mese a Ferrara. E forse bissiamo a fine Luglio. Giovanna Mulas: cercherò un suo libro; se puoi dammi indicazione con un titolo. Questa empatia è basilare, e che maturi sul web è la cosa migliore che questo strumento possa fare.Ciao e buonanotte!

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