domenica 13 giugno 2010

Ai nipoti di sempre, ai nipoti acquisiti

In tutto ho sei nipoti ma tre di questi, i più piccoli, non li vedo mai e mai più li vedrò, pur portando il cognome dei miei figli.
Quindi, quando parlo di nipoti, mi riferisco ai tre che portano il mio cognome.
Un cognome per me importante e caro, che io e mio fratello abbiamo ereditato da una grande persona che si chiamava Fioravante.
Stefano, Elena, Fabio.
Tra Stefano ed Elena ci sono solamente tredici mesi a dividerli e quando nacquero, vissero con me fino a che la casa non divenne troppo stretta per tutti quanti.
Ieri sera, al ristorante durante la cena per le nozze di Elena, ricordavo con sua madre quando lei, neonata, era affidata alle mie amorevoli cure.
Io avevo solamente diciassette anni, sapete l'entusiasmo a fare da baby sitter a quello scricciolo scuro?
Avrà avuto sì e no un mese e mezzo, era estate e lei è mata a maggio.
Sua madre me la lasciava nella carrozzina, di fianco al letto, mentre lei andava con Stefano a fare i suoi giri. Io restavo comodamente sdraiata e con un piede la spingevo avanti e indietro.
Lei continuava a dormire beata e pacifica e io anche, pur continuando il moto gamba: a diciassette anni si riesce a dormire anche in situazioni simili.
Elena è sempre stata TataLelena, credo la chiamasse così Stefano e TataLelena è rimasta.
Ieri ho acquisito un nuovo nipote.
Oddio, c'ha un problemuccio ma è assolutamente sormontabile.
Al limite, discuteremo un po', visto che sono molto più democratica di come lui, Francesco, mi dipinge.
Ieri Elena si è sposata.
Un matrimonio originale, un attimo lontano da casa che se non ci fosse stato il legittimo impedimento della genitrice, mi avrebbe fatto cogliere al volo l'occasione di tre giorni al mare, infilandoci il matrimonio ma anche un poco di spiaggia e sole ché sembro Dracula uscito dalla tomba.
Lei era bellissima, la mia TataLelena era una delle spose più belle che ho visto, dopo di me, naturalmente.
Ora vorrei che questi due benedetti ragazzi facessero un bambino.

Ok, non sono cazzi miei e non posso certamente interferire coi loro progretti.
TataLelena, però pensaci: inizi ad avere una certa età...
Poi io non so bene cosa divento per questo bambino, nel senso che se sono tua zia, forse lui è un pronipote?
Però so una cosa: che mia madre diventerebbe bisnonna.
E per me, sapere che ci è arrivata, sarebbe una grande gioia.
Lei forse non capirà, come oggi: si è commossa quando ti ha abbracciata stretta, Elena, e ha fatto commuovere anche me [anche se l'avevo addestrata prima su cosa dirvi quando sareste entrati in casa, non avevo previsto le sue lacrime].
Buona fortuna, ragazzi, che il vento spiri sempre nelle vostre vele e vi porti lontano.
Una zia un po' suonata, anche se comunista [Francesco!], ce l'avete.

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