domenica 9 maggio 2010

Mater

MaterDea
collo rugato di anni e dolori
profumo leggero di lavanda e marsiglia
mani solcate da vene di fatica

MaterGea
che fosti per me terra
seme piantato in essa dal fato
germoglio cullato e insegnato
a rendere vita al mio io

MaterMia
è bastato uno sguardo
uno soltanto a rompere
argine di lacrime;
una carezza, un abbraccio
a sciogliere groppo di serpi
lì, tra lo stomaco e quel cordone
che non sarà reciso
fino a che io ti sarò madre

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