domenica 30 maggio 2010

M'ammorbi l'aria

Stai lontana. Non ammorbarmi l'aria, coi miasmi della tua bocca così piena di solo fiele, altro non sai che piangerti addosso per aver perso prestigio lecchino che ritenevi ti fosse dovuto.
Puzzi di stantio, nel tuo accattonare in ogni casella per suscitar empatia e sputare frecce di veleno a chi non ti ha nemmeno in nota.
Ti costa essere ignorata, lurida baldracca senza spina dorsale, sì presa da sé e dal fare ruota di pavone senza rendersi conto che non ha piumaggio luccidante che attira occhi, ma solo penne ispide di vecchia gallina non più buona nemmeno a far brodo.
Non toccarmi più, non avvicinarti più alla mia persona, non nominare il mio nome e non scriverlo, ti sto maledicendo dal farlo; lascia stare i miei amici, sono amici miei, non si cibano, come i tuoi, del pettegolezzo calunniante che ancora fai nei confronti di chi sol ebbe coraggio di dirti in faccia come sei per poi immediatamente seppellirti.
Eccoti il mio disprezzo, ché giunga a sfiorarti e che alla fine ti soffochi e ti anneghi nella tua stessa tracotanza: non sei nessuno, sei solo una cimice con la presunzione di infastidire e nemmeno riesci bene in quello: sbagli le teste nelle quali far nido. E mi fai, semplicemente, schifo.

Nessun commento:

Posta un commento