sabato 8 maggio 2010

Alla mia cara mamma, nel giorno del suo compleanno

Come in un vecchio film in bianco e nero degli anni cinquanta, vedo scorrere le immagini di te: il tuo crocchio di capelli scuri in testa, il tubino nero poco sopra il ginocchio e i bottoncini di raso davanti, il filo di perle al collo, a soffiare sulla candelina della torta dei tuoi trentotto anni.
Il babbo, in questo flash-back della memoria, assomiglia all'Amedeo Nazzari che tanto amavi, con quei suoi baffi scuri a velare l'ombra del sorriso che amava poco mostrare.
Abitavamo ancora nella piazza delle Canalette e il giorno il tuo compleanno ha spesso coinciso con la festa della mamma, come quest’anno.
Tu, mia madre, che ti riempivi gli occhi della tua famiglia riunita attorno a quella semplice crostata di mirtilli con una sola candelina a significarle tutte.
Quanti anni sono passati da quel film, mamma...
Chissà perché i colori chiaro-scuro sono così vividi nel contrasto e non stemperati nel seppia; forse perché è stato l’ultimo compleanno festeggiato nella casa storica. O forse perché c’erano ancora il nonno e la nonna con noi attorno a quella tavola.
Anche quest’anno potrai spegnere un'altra candelina, una sola a racchiudere i tuoi ottant’anni; li hai portati con classe e stile fino a poco tempo fa, sei stata sempre tu, fiera e petulante, con una lingua che spesso feriva più di uno stiletto; ora non è solo la schiena ad essere un po' più curva, ti sei ancora di più rattrappita, ritirata, ma sei sempre la mia amica-nemica di sempre.
Anche se fai fatica a intavolare una discussione, l’afasia permane e ti fa incazzare la consapevolezza che ora non puoi contrastarmi a parole.
Ricordo i tuoi compleanni passati: invitavi a pranzo tutti quanti ma senza dire apertamente che ci volevi con te, dicevi che non volevi schiamazzi e festeggiamenti, ma io sapevo, invece, che era tutta finzione, ti faceva piacere che ci ricordassimo che era il tuo compleanno, sapevi che saremmo arrivati con il tuo profumo preferito, da centellinare giusto giusto perché ti durasse un anno intero, fino al prossimo compleanno; ti saresti offesa a morte se non lo avessimo fatto, staresti rimasta col broncio per settimane, ti conosco bene, mascherina.
E in giorni come questi, accantono le nostre costanti litigate, il chiudersi in faccia le porte con parole a volte cattive; non affiorano le tue parole, esternazioni di ricatti affettivi che cerco di dimenticare e che relego in un angolino ma so che, prima o poi, verranno tutte a chiedermi il conto ed a bussare prepotenti facendomi rimpiangere il non averle ascoltate al momento opportuno.
Mamma, sono grande, sono cresciuta e so giudicare da sola, anche se tu ancora borbotti in modo più o meno comprensibile di smettere di fumare che fa male, di andare a farmi gli esami ché non si sa mai, che ai miei figli lascio troppa libertà, che devo lavorare meno, che sono diventata vecchia anche io: lo so, mamma, a casa mia ho gli specchi, sai?
Non è vero che ti trascuro, quando posso corro da te, ma quando inizi la manfrina che non vedi l’ora di morire, permetti che mi incazzo?
Stai così male a questo mondo?
Ok, hai avuto i tuoi guai ma ti muovi, incontri gente, hai una persona di fianco che ti fa compagnia.
Ma sei viva, pensi e un poco riesci pure a parlare e continuare a triturare le ovaie alla tua unica figliola.
Non dimentico le tante volte che mi dicesti che da me ti saresti solamente aspettata di essere messa in una casa di riposo, anche se sapevi perfettamente che mai sarebbe avvenuto, ma era tanta la tua paura che nel dirmelo ogni volta volevi esorcizzare questa prospettiva; non riuscivo nemmeno a farti ridere quando ti prendevo in giro comunicandoti che avevo già contattato una bravissima signora ucraina che ti avrebbe fatto da badante.
Vedi, a febbraio ci siamo arrivate al punto che tanto hai esorcizzato ma mi pare che tutto ciò che temevi non si sia poi realizzato.
Passo da te quando posso, quando non sono a piedi, lo sai che a camminare molto dopo la purgo per giorni interi con dolori sparsi, non è colpa mia se oggi tutti lavorano e ognuno ha bisogno di un mezzo di trasporto, lasciandomi appiedata.
Ti telefono e te lo dico, non so se hai compreso o se, invece, ti sei offesa, arrabbiata ed hai iniziato con la mescola, come una bambina piccola.
Ti prego, mamma, tira fuori quel lato del tuo carattere battagliero che, miscelato in grande dosi a quello del babbo, ritrovo anche nei miei geni e che mi piace, perché quella è la mia mamma!
Ti voglio bene, donna Iole, anche se sei un toro di coccio permaloso, ti voglio bene e ti auguro un bellissimo ottantesimo compleanno.
No, non ti dico cento di questi giorni, so che non li vuoi e mi sparerei anche io alla prospettiva, ma godiamoci questo, per come sarà e come potrà essere con tutti i nostri limiti, di madre e di figlia.
Non sapendo bene, adesso, chi delle due calca quale ruolo.
E non centellinare il profumo, ne vendono litri e litri, mamma.

9 commenti:

  1. Come vento pigro sui prati di papavero. E un cuore grande. Buon compleanno alla tua mamma.

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  2. SONO PAOLO TRASCENDI,OK VEDO CHE ANCORA NON AI CAVATO NELLA PAGINA PRINCIPALE L,ANNUNCIO CHE TANTO MI FA INCAZZARE,E SICURAMENTE NON MI FARA DORMIRE FINTANTO CHE NON LO VEDO SCOMPARIRE.ORA SONO IN IRAN MA IL 20 TORNO IN ITALIA SPERO CHE PRIMA DI QUEL GIORNO CAMB I QUALCOSA.................................

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  3. Guarda che la pagina non c'è più, Paolo.
    Se controlli bene manca. E comunque non è stato fatto assolutamente in cattiva fede. Tuo fratello era un mio amico. E quando è morto mi è molto dispiaciuto, visto che spesso dormiva in radio, da noi. Controlla e dimmi dove ancora leggi il tutto. Per la cache di google ci vuole qualche ora. Mi dispiace, ciò che sapevo è che tuo fratello fosse morto di quello.

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  4. Sulla cache di google non ho potere. E comunque ciò che è scritto è d'affetto e senza intenzione di rovinare la figura di una persona alla quale ho voluto bene. Ciao.

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  5. TI RINGRAZIO MA LA COSA MI HA AGITATO UN TOT,TRANQUILLA MA SE POSSO DIRTELO CON TUTTO QUELLO CHE AI DA FARE PROPIO LI DOVEVI CADERE ....

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  6. Sono io che ringrazio te, Paolo. Forse ci conosciamo anche, se con tuo fratello hai frequentato Radio Antenna Uno. Davvero, non è stato fatto assolutamente con intenzione di dileggiarlo, tutt'altro. Sai, quando ascolto Emilia Paranoica lo penso sempre. Magro, scavato e con la sua bicicletta che arrivava qua. Passava pomeriggi con noi. Lui non può confutare le mie parole, ma ricordare che "chiedi a 77 se non sai come si fa" fare sapere che Marco fu uno dei primi fans dei CCCP gli farà piacere. Te lo ricordi Rotten? Loro due al Titanic? Io sì...

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  7. OK TUTTO QUELLO CHE VUOI FAI IL POSSIBILE DI LEVARE VIA QUELLA PRIMA PAGINA DI INTERNET GOOGLE PERCHE LA COSA MI FERISCE UN TOT PER IL RESTO SCRIVI QUELLO CHE VUOI CHE NON CE PROBLEMA OK SE TU NON CE LA FAI DIMMI QUALCOSA CHE QUANDO TORNO TI Dò UNA MANO A FARE IL TUTTO OK

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  8. Basta solo che google aggiorni la cache e sparirà.

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  9. OK TANK,NON Sò SE CI CONOSCIAMO VAI SU FACEBOOK COSI VEDI SE MI RICONOSCI QUI E TUTTO CRIPPTATO ,E SE UN DOMANI VORRAI SARO BEN LIETO DI BERE QUALCOSA CON Tè ............

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