martedì 20 aprile 2010

titolariamente


Come la vogliamo chiamare questa pagina?

Non so, ultimamente mi rendo conto che mi vengono bene solo quelle che sono fumetti. Manco fossi topolino.

Passa la voglia di scrivere pagine di diari, di denudare sentimenti, la penna s’inceppa sul foglio e non ne vuole sapere di scorrere; e dire che l’inchiostro è ottimo, mica un pelikan qualunque.

Non voglio parlare del cuore e dei sentimenti, parliamo di parti anatomiche, che ne dite?

Saranno monologhi della vagina, diretta estensione del mio utero che anche per oggi è assai scartavetrato.

Preferisco siano della vagina e non dell’utero, quella è più visibile e lei può ben dirla di saperla lunga, citarsi addosso e di non curarsi degli effetti collaterali.

E’ un mistero buffo che ogni mattina rinnova questo scartavetramento scomposto delle parti basse, quando vado al bagno ed immancabilmente mio figlio mi urla da dietro la porta le balene restino sedute sulla tazza del cesso fino a compimento di tutto..

Ehi, ragazzino, qui stiamo parlando di musica per organi caldi, mica di storie impreviste!

Per farmi passare il tutto vero è che dopo vado a fare colazione presso il bar sotto il mare assieme al mio amico Tartarino di Tarascona, solitamente ci raggiunge anche il parroco, Don Camillo, ma oggi mi ha mandato uno sms che è impegnato al Circolo Pickwick, tiene uno spettacolo un personaggio strano, dicono che è l’ebreo che ride e lui non potrà non presenziare.

In compenso ha assicurato che ci raggiunge mio cugino, il gastroenterologo, sì, quello famoso che vuole dare alle stampe le sue memorie di irresistibile libertino.

Io sostengo che ha un bel coraggio, più che memorie a me parrebbero racconti comici, ma convinto lui, il mio cugino, convinti tutti.

L’altro giorno siamo andati a fare una gita, tutti assieme, a Pian della Tortilla, sapete, quello che in qualche credenza popolare è chiamato il paradiso degli orchi.

Io mica ci credo che ci stanno gli orchi, al massimo, se sei fortunato, ti capita di incontrare quelle grandi stordite delle piccole donne che sono in piena crisi rivergination premenopausa.

E guai se sentono il richiamo della foresta, quelle, si mettono ad urlare alla luna come delle pazze!

Va bè, ragazzi, il mio scartavetramento sta passando, che ne dite di andarci a fare una pinta di inchiostro irlandese?

Tanto, a questo punto, prendiamola con filosofia, e poi tenera è la notte…….

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