mercoledì 21 aprile 2010

Sarà che non è più ma era

Sarà forse la catinella del cielo che oggi si è rovesciata a lacrimare vetri di un pianto incessante ed inumidire ogni anfratto dentro un freddo giunto al momento sbagliato.
Sarà forse quell’ora di sonno rubato alla luce che non ha permesso un riposo ristoratore e ritemprante le membra dolenti ed i muscoli indolenziti dalla tensione.
Sarà forse quella sciarpa viola abbandonata su una poltrona che irrita, il viola in teatro porta male, è segno di sventura ed è bandito anche dai fili elettrici dei fari.
Sarà forse quella platea deserta e lorda di pacchetti vuoti di pop-corn mangiati tra una risata ed un applauso.
Sarà forse il sipario che si è chiuso per la terza ed ultima volta su ore di vitalità incredibili che hanno fatto pulsare all’unisono tutti i sensi.
Sarà forse questo mazzo di fiori che osservo e rivedo il momento quando mi sono stati donati ed una lacrima è scesa a brillare sotto il riflettore.
Sarà forse quell’ammasso di cavi di ferri di legni di oggetti accatastati in un angolo in ordinato disordine.
Sarà forse la valigia riempita nuovamente per il viaggio di rientro che durerà molti mesi di calura e di noia.
Sarà forse che il nostro viaggio pare non arrivare mai e quando arriva dura troppo poco, come un battito di ciglia.
Sarà forse che in quel viaggio ci ritroviamo ogni anno sempre più stanchi ma sempre più uniti ed accomunati dall’obiettivo.
Sarà forse che ogni anno diciamo che non partiremo un’altra volta, che i vecchi devono riposare e non viaggiare ancora.
Sarà forse che ora non è più, ma era.

2 commenti:

  1. Sarà forse che non hai ancora smesso di volare. Ascolta le parole del vento sulla pelle e non fermarti.

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