sabato 24 aprile 2010

Materiale Resistente

Da sempre la canzone riveste un ruolo attivo all’interno dei processi culturali che interessano la società, in particolar modo per il suo sguardo al passato nella costruzione di un comune senso storico.
Dagli anni Settanta in poi la musica è diventata centrale per la formazione identitaria delle nuove generazioni.
La Resistenza è stata fonte alla quale hanno attinto a piene mani parecchi autori, sin dai cantautori dei primi anni Sessanta e gruppi come gli Stormy Six per arrivare a esperienze come il concerto di Materiale Resistente del 1995, che ha visto impegnati sul palco nomi come Ustamamo’, Mau Mau, C.S.I., Marlene Kuntz Disciplinatha, Skiantos e altri che potrete nel caso ascoltare nell’omonimo vinile edito da I dischi del Mulo.
In Emilia le esperienze sono state plurime, ad iniziare dal lontano 1966 che ha visto nascere un brano culto di Francesco Guccini, La canzone del bambino nel vento (Auschwitz), portata al successo prima dall’Equipe 84, in seguito dai Nomadi e poi dallo stesso Guccini.
L’anno successivo un gruppo di giovani dell’ARCI e poi dal Circolo della cultura popolare di Carpi formano il Canzoniere il Contemporaneo e portano in giro per l’Italia un ampio repertorio di canzone politica e tradizionale, ponendo al centro della propria produzione tematiche come l’immigrazione, il Vietnam, le lotte dei lavoratori. Nel 1975, per il trentennale della liberazione, produrranno poi una cassetta audio di canzoni della resistenza, nella quale c’è la canzone della brigata partigiana modenese della divisione Modena: Armando.
Nel 1991 a Sassuolo, che già vide dare i natali a Caterina Caselli e Pierangelo Bertoli, nascono i Modena City Ramblers, che propone, con quello che diventerà poi identificato come “combat folk”, la perfetta sintesi dell’amore tra le sonorità irlandesi e il legame con le tradizioni locali.
Nel loro primo CD c’è una versione di quella che è stata rispolverata ed è tornata a essere la canzone simbolo della resistenza tra le nuove generazioni: Bella Ciao.

A mio padre, che in montagna c’era.


5 commenti:

  1. Ti ho conosciuta leggendo di tuo Padre, e tanto basta. Buon 25 aprile.

    RispondiElimina
  2. Anche a te, un 25 aprile sempre...

    RispondiElimina
  3. A tuo Padre, a tutti quelli che con lui e come lui ci hanno reso liberi: buon 25 aprile Daniela!

    RispondiElimina
  4. Da noi si combatteva nelle valli e in pianura, ma gli ideali erano gli stessi.
    Doppio festeggiamento: oltre al 25 anche il 10 aprile, giornata in cui furono liberati i paesi sul fiume Senio. Pensa che il fronte si fermò qui per 4 mesi, con tutto quello che ne conseguì. Il 10 aprile di due anni fa vennero proprio i Modena a suonare.
    Buon 25 aprile Daniela.

    RispondiElimina