mercoledì 28 aprile 2010

Di miele, di fiele

Le rincorri per tutta la vita; alcune volte le sfiori e nemmeno ti rendi conto di quanto sei stato vicino all’afferrarle e farle tue.
Si allontanano, senza lasciarti addosso il fresco sudario della perdita perché non hai avuto il tempo di riconoscerle e di appropriartene.
Continui la tua ricerca, alcuni giorni con serafica calma; altre volte, invece, preso da avulsa ansia di possesso.
Ogni tanto ti arrendi.
Inerme, recuperi dal baule quelle che negli anni trascorsi hai stipato previdente come formica.
Ritrovi quelle piccole e senza senso di labbra piccine.
Quelle irriconoscibili di un timbro di voce che abbandona adolescenza; afferri con mani rabbiose quelle dei dolori passati e ti stupisci di come, ancora, sono dolenti anche se mute.
Frughi ancora, fino che a sotto le unghie non resta che il fondo tarlato del baule: sono finite, pareva così stipato ed invece, ora, è pieno solo del nulla.
Le guardi volteggiare e le abbracci con rimpianto prima di rinchiuderle nuovamente, dando loro appuntamento alla prossima giornata di malinconia.
Ecco, ora c’è il silenzio che sovrasta.
In mezzo ne arriva una, una soltanto che sovrasta di un tono tutte le altre, t’afferra con la sua pienezza, la sua rotondità; ti stupisci di quanto è bello vederla aleggiare sospesa con occhio tuo ancora bambino, con sguardo solamente colmo di freschezza.
E’ tonda, ovale, obliqua.
Sussurra e urla.
La tieni in bocca, la fai rotolare piano da gota a gota, saggiandola con lingua ed assaporandola lentamente, ché si sciolga piano a lasciar palato pieno di miele e vaniglia.
Ne arriva un’altra all’improvviso e la sputi subito, ha sapore di fiele a disgustare e nemmeno una sorsata della trasparente acqua dell’indifferenza riesce a togliere il gusto amaro che si appiccica a denti come tartaro.
Sorridi e scuoti le spalle: non rinunciare a nessuna parola che ti sarà regalata; presto sarà il momento del silenzio immoto ed arriverà l’attimo che ti accontenteresti anche di sole parole di fiele.
Stai zitto, ora.
Ascolta.
E lasciati ascoltare.

5 commenti:

  1. stai zitto? ma perchè?
    hai così tanto da dire, che valga la pena udirlo?

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  2. Gentile. Sicuramente non credo che le tue orecchie vogliano ascoltare. Ciao.

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  3. L' aria è piena di parole e tu sei sempre aria fresca. Ciao.

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  4. Si assapora di più il miele se prima si è stati disgustati dal fiele. Ciao Daniela.

    OT
    Sei veramente in transito, visti gli avatar che si susseguono.

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  5. Alberto, ma gli ultimi hanno un comune denominatore: le pistole cariche :-D
    Poi oggi è il 40mo compleanno di Uma e potrei rispolverare la Beatrix Kiddo...

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