giovedì 1 aprile 2010

Di gravidanze, di ormoni sballati

Solo una povera idiota cretina e deficiente come ritengo lei sia, signora ministra, poteva dubitare che togliere dai programmi scolastici dei licei quel pezzo di storia che si chiama Resistenza avrebbe provocato e suscitato polemiche intense.
L'intento censorio c'è stato, mary star, anche se lei dice che così non era.
Ma vede, oltre alla massa di pecoroni imbecilli che non vedono oltre la punta del loro naso, che preferiscono essere struzzi anziché uomini e donne, c'è anche qualcuno che invece interpreta la sua proposta proprio ma proprio così.
Ho una proposta da farle: perché non mette invece obbligatoria una gita di istruzione ad Auschwitz-Birkenau, a Buchenwald, a Riga, a Dachau? (se vuole le faccio la lista completa, così non suda troppo, non vorrei che nelle sue condizioni si affaticasse troppo)
Sa, cara la mia ministra che speriamo partorisca presto e si tolga pure per un po' dallo sparare cazzate che le fanno fare solo delle grandissime figure di merda, c'era un tipo che si chiamava George Orwell che scrisse un libro nel 1948, pensi un po', e sa che scrisse in quel libro?
Scrisse questo:
"Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato".
Ora non ci prenda, lei e il partito di cui fa parte, tutti quanti per deficienti suoi pari, non tutti hanno la sua superficie, sa?
E legga, legga tanto, signora ministra: non può che farle tanto bene.
Magari impari pure a fare di conto.
Deve sapere una cosa: in Italia ci sono ancora delle persone che hanno dei genitori che quel pezzo di storia lo hanno scritto, erano dei Materiali Resistenti, forgiati di una pasta che lei non immagina nemmeno quanto indistruttibile fosse.
Alcuni sono morti, è vero, ma i loro figli, i loro nipoti hanno nel DNA lo stesso identico spirito di allora.
E lei non si può permettere di sputare loro addosso, alla loro memoria.
Perché si incazzano, la sputano e le fanno fare delle figure meschine.
Mediti, ministra, mediti.

6 commenti:

  1. Questo si chiama parlare chiaro, cara signora ministra, e le posso garantire, da figlio e nipote di partigiani, che quello che dice Daniela è sacrosanto e vero. Siamo in pochi, questo è vero, ma anche loro erano pochi. Mediti,ministra,mediti. Grazie Daniela.

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  2. Si sta completando l'opera iniziata dalla Moratti. Quando era ministro hanno moncato lo studio della storia alle elementari (ora si arriva solo all'inizio del medioevo). Per fortuna ci sono tanti insegnanti che la resistenza la insegnano e spiegano il suo valore. Qui da noi il 10 aprile 1945 è una ricorrenza sacra (il 10 oltre al 25 perché è la data in cui il paese fu liberato dai nazi-fascisti): tutte le scuole vanno in piazza per una manifestazione con lancio di palloncini con messaggi di pace dei bambini.
    Ma qui siamo in Romagna e nelle altre regioni? Già in Piemonte ora stanno messi bene.

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  3. Superfluo dire che condivido anche le virgole. Dov'è andato quel nostro orgoglio che si manifestò a Milano quel 25 aprile sotto la pioggia.

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  4. "quel 25 aprile sotto la pioggia" è un link. Bisognerebbe cambiare qualcosa nel css perché altrimenti i link non sono visibili. Ciao.

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  5. Sembra che la Gelmini abbia letto questo post e abbia fatto marcia indietro.

    http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_01/licei-cambia-programma-resistenza_cca9a9f6-3d52-11df-9bd9-00144f02aabe.shtml

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  6. Il nostro orgoglio è ancora qua, a farci dire e urlare.
    Il nostro orgoglio è nel nostro sangue perché ce lo hanno trasmesso i nostri padri.
    Il nostro orgoglio è nel non esserci abbattuti e gridare ancora il nostro no, nonostante tutto.
    Il nostro orgoglio è essere demoralizzati ma alzare la testa.
    E conosciamo solo una parte del nostro orgoglio: se continua così, sono certa che conosceremo anche quello che non sappiamo di avere.
    Grazie al Alberto per l'aiuto circa i link (sono mica tanto blogger, io)
    La Gelmini ha fatto marcia indietro ma non dimentichiamo che già ci aveva provato Dell'Utri, ricordate? Intanto la geografia a la storia dell'arte sono andate. Tra poco, oltre a 1984, La fattoria degli animali, avremo un bel falò alla Fahrenhei 451, ché non ci facciamo mai mancare niente in questa Itagliota imbecille che mi appartiene solo perché ci sono persone che condividono la mia ira.

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