sabato 10 aprile 2010

Alla ricerca della taglia perduta

Mi sento molto Harrison Ford con il cappellaccio sformato e alonato di sudore in testa, mentre pieno di polvere vaga alla ricerca dell’arca dell’alleanza.
Solo che quello che cerco disperatamente non è il Graal, il calice che Spielberg ha iconograficamente rappresentato come un semplice calice di legno, no.
Io sono alla ricerca d’altro: io sto disperatamente cercando, più o meno da trent’anni, la mia taglia perduta, quella che fino a sedici anni era perfetta…
Oddio…
Forse era sballata anche allora ma non c’avevo mica i beghi a bacarmi il cervello al tempo, quelli sono arrivati dopo, contraddicendo chi sostiene che con l’età si diviene saggi, sto paro di palle, io più invecchio più divento scema.
E mai che sia riuscita a ritrovare la taglia ideale, perfetta.
No, mai.
Mi devo sempre accontentare di un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, dipende da che lato lo guardo.
Quest’estate, ad esempio: ero così orgogliosa dei tre chili persi, ma così orgogliosa che quando andavo ad acquistare un paio di calzoni e compravo la taglia in meno, me ne fregavo altamente se ci mancavano quei tre centimetri giusti che erano necessari a coprire la caviglia, tipo acqua alta a Venezia insomma.
Peccato che qualcuno, una buon’anima generosa, altruista, certa di farmi del bene, mi ha chiesto se per caso avevo smesso i push-up: la prima cosa che si perde, quando si dimagrisce, sono le tette, quelle si afflosciano, è ormai consolidato.
E quindi giù ad ingozzarmi, ad ogni ora del giorno e della notte di merendine alla marmellata di albicocche del Mulino Bianco Barilla (musichetta); da quello che mi ha detto la segretaria dell’ufficio marketing dell’industria parmense, pare che sia diventata la consumatrice numero uno del particolare tipo di merendina.
Sapete, all’Esselunga quando arrivo mi fanno strada verso il magazzino perché mi riservano sempre le ultime confezioni, conoscono il soggetto e sanno che potrei diventare una iena senza la mia dose quotidiana di pasta frolla e albicocca.
Morale: a forza di alzate notturne e di incetta dentro la dispensa ho ripreso i miei chiletti, anzi ce ne ho pure aggiunto uno, visto mai che assieme alla primavera arrivi un po’ di astenia dovuta al cambio di stagione e mi deprima.
Oggi ho incontrato la buon’anima, sempre quella generosa, altruista, una francescana che dispensa perle di bontà: mi ha chiesto se i jeans ora li compro direttamente da quello delle tende da sole, però ha prontamente notato il ripristino dei push-up.


N.d.A.: Quando scrissi questa pagina, la mia taglia perduta era all’ingiù, cosa che recuperai da un giorno all’altro, senza troppi pensieri e sacrifici. Adesso, sono nuovamente e disperatamente alla ricerca della taglia perduta. Ma all’insù: il costato sporgente è prerogativa del Cristo in croce….

Nessun commento:

Posta un commento