martedì 16 marzo 2010

Fait votre jeux

Venghino, siore e siori, fate la vostra giocata.
Siamo in Italia, perché dovrei invitarvi in una lingua che non è la mia?
Avanti, qua nessuno vi giudica, puntate sul nero, puntate sul rosso; sul pari o sul dispari ma non tenete in mano la vostra fiche, potreste scottarvi le dita.

Lei, signora in verde con un topo morto in testa, che aspetta a gettare sul tavolo il gettone che stringe tra le mani?
Oh, stia tranquilla, mal che vada stasera ci rimette solo quello; guardando gli ori che l’addobbano sono certo che ben nascosti da qualche parte ne ha molti altri da giocare, quando lei e solo lei riterrà opportuno farlo.
Come, non li ha ancora fatti rientrare dall’estero?
Male, ha fatto molto male, deve farlo e anche in fretta.
Così potrà venire a giocare qui, al nostro casinò ogni sera senza che nessuno indaghi da dove provengono le sue puntate.
Le vincite? Non è detto ci saranno, lei giochi poi ne parleremo…
Se proprio vorrà, potrà sempre dare una mano all’economia nazionale, diventando una mecenate e beneficiando le casse statali con delle erogazioni liberali assolutamente anonime ma fiscalmente deducibili.
Lo so, non le passa nemmeno per l’anticamera del cervello e se mai dovesse per sbaglio transitarci l’idea, sono certo che il topo morto l’azzannerebbe con forza, infettandola e uccidendola prima di arrivare alla bocca.

E lei, signore?
Non potrò certamente io prenderle con forza la mano, non mi pare legittimamente impedito a farlo da solo, suvvia, getti quella maledetta fiche dove lei crede possa portarle fortuna…
Oh, non si preoccupi, da qualche parte cadrà, ne può stare sicuro… ha mai visto una moneta fermarsi in bilico su se stessa? Sì? Io no, mai, si è sempre appoggiata o sul lato destro o su quello sinistro.
Lei, mio caro, è un uomo fortunato come io mai lo sono stato.
Non ho mai trovato un quadrifoglio, non ho mai pestato una merda di cane.
Dice che è questo braccialetto al mio polso che ha un effetto contrario?
E chi sono io, povero croupier, per contraddire un signore come lei?
La vedo, tutto ben vestito, precisino, la sua camicia non è sfilacciata sul collo come la mia e i polsini non sono lisi dai troppi lavaggi e stirature.
No, non invidi il mio lavoro, non ho in mano il destino di nessuno io, li guardi i suoi compagni di tavolo qua attorno: ognuno di loro è artefice delle proprie fortune e delle proprie sfighe. Io non ho mai fatto nulla per accelerare le cose da un lato o dall’altro.
Mi creda, faccio questo mestiere da troppi anni, per non sapere qual è il mio posto e dove io posso stare: qui, a distribuire solamente sorrisi e qualche parola per chi la vorrà accogliere.
Null’altro.

Sapete, siore e siori, questa è la mia ultima serata di lavoro: dopo quarant’anni di onorato servizio, posso finalmente godermi la pensione.
Mi mancheranno i vostri volti tutti diversi eppur sempre uguali nelle rughe dell’ipocrisia che nemmeno sui banchi della chiesa la domenica mattina riuscite a nascondere nel vostro cerone di perbenismo.
Mi mancherà il barman, sempre sorridente nel mescere alcol a un prezzo elevatissimo per voi, che tanto disprezzate chi si scola l’alcol denaturato da poco prezzo per le strade, nascosto negli androni dei vostri palazzi e che schivate come le merde di cane che non ho mai pestato.
Più di ogni altro, mi mancherà lei: sì, la ragazza che vi accoglie sempre con un sorriso, alla quale smollate le vostre pellicce, i vostri cappelli, i vostri pastrani lussuosi.
Lei viene da poco lontano, faceva la puttana, lo sapevate?
E’ arrivata qua con una laurea in tasca ma solo la puttana le avete lasciato fare, prima che io la consigliassi al grande capo: le ha guardato le tette, le ha palpato il culo e l'ha assunta, il porco.
Voi le sorridete e fate finta di non sapere. Sì, proprio voi, che la disprezzate di giorno e vi fa tirare il cazzo di notte nel pensarla. Ipocriti, falsi.

Sono felice di essere qui, al punto di arrivo che per qualcuno sarà punto di partenza. Io ho già dato.
Ascolterò in random Aznavour, ricordandomi che sono stato un croupier per una vita intera ma sono anche un istrione che ben poco ha da che spartire con parecchi di voi.

Avanti, siore e siori, venghino, si accomodino: è la mia ultima rappresentazione.
Non vorrete mica perder verla, vero?

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