martedì 30 marzo 2010

A te, amico mio

Tu sai anche quello che non ti ho mai detto, perché non sono mai necessitate troppe frasi tra di noi; per te sono un libro di parole vergate con inchiostro invisibile che tu riesci a leggerle, nel nostro speciale linguaggio braille.
Pochissime volta hai ascoltato la mia voce ma sai esattamente che tono avrebbe in certi momenti e quale, invece, in altri.
Sai quando sono accigliata pur senza vedermi e quando rido della risata più squillante.
Ci sono i legami d’amore e ci sono i legami d’amicizia; hanno fili sottili, simili eppur diversi, ad intrecciarli.
Quando riescono a trovare la giusta trama di lavorazione, sono entrambi resistenti alle sollecitazioni ed agli strappi, sono nodi inestricabili anche da marinaio esperto, perché il gomitolo è impregnato di una sostanza speciale che non cede all’uso ed alle pressioni.
Conosco tante persone, ho tante frequentazioni e sì, tante amiche e amici ma nessuno come te, perché grazie a te ho compreso che non si può pretendere di far scorrere i fiumi controcorrente, devono seguire il loro corso ed i nostri sono stati scavati su letti diversi: il tuo attraversa il terreno roccioso di un impervio monte che io non ho mai visto e sfiorato, il mio invece scorre in un letto argilloso di una piana tranquilla.
Le argille, se impastate con acqua e temperate con il fuoco, diventano pietra dura: tu, in questi mesi sei diventato acqua e fuoco ed ora sono roccia, io ti ringrazio.
Sono una roccia che ogni tanto si sgretola sotto i calci di un passante distratto; tu non sai del dolore inferto nell’urto, ma arrivi con i tuoi cerotti speciali fatti di schiaffi di sale e di carezze di zucchero.
Io te ne sono grata, perché sempre, per me, hai trovato la parola giusta per arrivare dapprima dritta al mio cuore, per poi farla salire lentamente al cervello, che mi dici di tenere al caldo, sotto il mio basco rosso.
Non è passato molto tempo dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti su questo mondo fatto di byte; ho imparato, grazie a te, che i byte non sono freddi: possono anche essere pieni di calore, soprattutto nei giorni in cui il vento di mistral spira forte a scardinare le imposte serrate.
La Signora Fortuna spero non sia avara nel dispensare conoscenze come quella che mi vanto avere con te.
Oggi, una strega, da molto lontano, ti ha mandato un messaggio in bottiglia; hai capito.
Ancora una volta non c’è stato bisogno di parole, sei arrivato e mi hai ascoltata.
Hai raccolto quello che ti ho regalato anche se era fardello pesante e sei riuscito a strapparmi un sorriso.
Non ho altre parole, se non ripetere, ancora una volta, che ti voglio bene, amico mio.
Ma in fondo lo sai.

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