giovedì 18 marzo 2010

Sonya


Sonya ha gli occhi chiari sotto una zazzera di corti capelli biondo cenere, un incarnato chiaro che riesce ancora ad arrossire ai complimenti che le vengono rivolti e che non sono certo avari.
Ha lasciato i suoi ricordi a Nižnij Novgorod, dove il fiume Oka confluisce nel Volga e dove le lacrime si perdono lungo gli argini che racchiudono la città a proteggerla, mentre i bambini stanno con il naso all'insù a veder passare i treni della transiberiana.
Sonya è partita con una valigia, il suo viso, il suo corpo e le sue speranze; un giorno ha preso un treno per Mosca e da lì ha proseguito, sperando di trovare alla fine qualcuno che avrebbe guardato la sua laurea in economia e commercio e le avrebbe offerto un'occupazione.
E' arrivata fino in Italia.
L'unico impiego che ha trovato è come commessa in una panetteria.
E' gentile con i clienti che serve al banco ogni mattina e nessuno sospetta il mestiere che le permette di sopravvivere: non è l'infilare michette di pane caldo nei sacchetti di carta bianca, sotto la cuffia candida che la rende giovanissima.
Lo stipendio che percepisce non è sufficiente a pagare l'affitto, le bollette del gas e della luce, il telefono e a mandare denaro prezioso ai genitori rimasti a casa.
Sonya ha deciso di vendere l'unica cosa bella e preziosa che le è rimasta dopo aver perso i sogni e le speranze: il suo corpo.
Ha messo un annuncio sui giornali, ha aspettato contatti che sono arrivati subito numerosi, il suo viso pulito dà sicurezza e tenerezza.
Viene voglia di abbracciarla, stringerla forte e farle dimenticare le bruttezze che la circondano.
Non si vende a poco prezzo Sonya.
Ha capito che può permettersi un costo alto, quello delle merci più preziose e in questo modo sa che alla sua porta arriveranno solamente uomini che non hanno paura di seccare il portafoglio per illudersi di due ore d'amore con lei.
E' diventata una professionista, Sonya, calcolando il tempo che le occorre per fare godere un uomo e quello che le serve per non uscire dalla sua vita senza sentirsi troppo sporca.
Sonya ha dignità nel mestiere che ha scelto.
Sonya è una signora.
Molto più signora di chi puttana lo è dentro e non per necessità.
Io non conosco Sonya e la sua storia.
Ma so che da qualche parte lei esiste e che la sua storia potrebbe essere proprio questa.

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