venerdì 5 marzo 2010

Roma, 26 settembre 2009




«A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l'esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato.»

Paolo Borsellino
 






Credo sia l'immagine più bella del 26 settembre.
Sono rientrata stasera da Roma, ho strinto la mano a Salvatore Borsellino e l'ho abbracciato quando ancora la piazza era vuota.
Ho stretto la mano a Sonia Alfano, le ho detto che anche il mio voto ha contribuito a mandarla al parlamento europeo.
Ho aspettato sotto il sole, ho marciato tra ali di folla indifferente, stranieri che guardavano stralunati e scattavano fotografie, come se quei quaderni rossi in alto fossero una nuova attrazione per turisti.
Tra la folla c'era un padre e il carrozzino con questa bambina: lei non capiva perchè tutti tenevano alto un libretto rosso, ma lo ha alzato.
Avrà due anni questa bimba e, come ha detto Salvatore da quel palco in Piazza Navona, se anche lui e fors'anche io e tu e tanti altri non ci arriveranno a quei nomi, ci saranno per sempre dei genitori che insegneranno ai propri figli il valore della verità sopra ogni cosa.
Ecco perchè ho scelto questa foto a rappresentare la marcia di sabato, perchè qui c'è la speranza.
Lei ora non capisce, ma capirà presto, sì.
Roma, 27 settembre 2009


Se cliccate sul titolo, sarete indirizzati al sito 19 luglio 1992: una data che io ricordo per il particolare gelo che scese a casa mia, all'annuncio dell'attentato a Paolo Borsellino, dopo pochi mesi da quello che uccise Giovanni Falcone. Oggi, vedere la foto che scattai lo scorso settembre a Roma, vederla nella home page  del sito che da mesi lotta per la verità, per sapere dove è finita l'agenda rossa di Paolo Borsellino, vederla assieme a quella di un altro bambino e in mezzo la folla che era a Roma quella calda giornata di primo autunno, mi fa dire che questi sono i simboli della speranza, della rinascita e che non dobbiamo mai fermarci, mai stancarci, mai smettere di gridare la parola che è il grido di battaglia di Salvatore: resistenza.
Oggi più che mai.
Oggi, 05 marzo 2010

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