mercoledì 10 marzo 2010

Afferrando ricordi di neve

Avere voglia di vestirsi, coi calzettoni di lana dentro gli stivali col pelo, il giaccone pesante, il berrettone di lana, la sciarpa, i guanti.
Scendere le scale e tuffarti nel bianco, mentre lievi fiocchi ancora spolverano e bagnano con farina di ghiaccio tutto quanto.
Affondare fino al ginocchio nella neve che scricchiola, sentire che col tuo peso ne stai violentando la sofficità e respirare gioia, felicità fredda come l’aria secca che rende l’atmosfera lieve.
In pochi minuti, è come tornare bambina.
Il sorriso non riesce a smorzarsi, non senti il freddo e nemmeno il gelo che penetra, insinuante, a paralizzare le estremità pur protette.
E’ troppo bello questo silenzio attutito, questi rumori smorzati che fanno della nevicata straordinaria un ricordo di bambina, quando si andava in collina coi sacchi del pattume sotto la schiena a scivolare giù, fin sul ciglio della strada.
La magia di quei giorni lontani torna prepotente a bussare e tutto sembra come allora, quando le uniche preoccupazioni erano di non ammalarsi per non poter ripetere i giochi tra la neve il pomeriggio successivo.
Nella consapevolezza dei miei anni, penso a quanto poco ci bastava, allora, per renderci felici e quanto, anche oggi, provoca la stessa identica felicità.
Solo per una copiosa nevicata fuori stagione che costringe le auto al riposo.
Con il naso appiccicato alla finestra, provo a contare i fiocchi che scendono.
Perdo il numero e devo ricominciare.
Rido da sola e mi dico che dovrebbe essere ogni giorno così.
E' bianca.
Congela la natura e la protegge.
Si trasforma continuamente.
E' sdrucciolevole.
Si muta in acqua.

( Da Neve – di Maxence Fermine )

1 commento:

  1. La neve bianca come i sorrisi dei bambini.Silenziosa come la presenza di un amico.La neve che scende è un incanto, ma solo per chi ha ancora la forza di arrendersi al suo silenzio.

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