venerdì 12 febbraio 2010

A qualcuno piace carta

A qualcuno piace carta, è il titolo dello spettacolo che Marchetto, battezzato Ennio da lagunare terra, sta portando in giro per i teatri della penisola.
Lo spettacolo che propone, adatto ad un pubblico di ogni età, vede questo trasformista giocare con le estremizzazioni di alcuni personaggi celebri della musica: basta una corona in testa alla Regina Elisabetta per trasformarsi, con un paio di calamite, in Freddy Mercury, una Doris Day in Dolly Parton, un coro gospel in Elvis The Pelvis.
Ma non sono solamente i costumi che indossa in pochi secondi, senza mai interrompere lo spettacolo che prosegue ininterrotto se non che dai pochi secondi di spegnimento delle luci: sono le caratterizzazioni che rendono il personaggio che interpreta e che propone e che tu, spettatore, immediatamente riconosci oltre la musica che lo annuncia.
Ed ecco allora una Edith Piaf traballante che entra in ginocchio ed è lei quella che vedi e senti cantare.
O una stola rossa con una parrucca, sempre di carta, che ti fa vedere non Marchetto ma Liza Minelli mentre intona New York e da lì, con una sola mossa, Liza Minelli diventa la statua della libertà.
Lo spettacolo dura poco più di un’ora ma esci da teatro contento: in quei settanta minuti scarsi, hai lasciato fuori dalle porte un po’ dell’amarezza che ti abita e che ti fa dire che è bello uscire, andare in mezzo alla gente, sentirla ridere e applaudire.
E il teatro… bè, il teatro è il teatro, e questo è un consiglio di visione oltre che di ascolto.

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