lunedì 15 febbraio 2010

Memorie di una tossica

Stamattina, sulla Gazzetta, ho letto una notizia che mi ha veramente allarmata perché mi sono riconosciuta come facente parte della nuova categoria di tossici.

E’ un tipo di droga sintetica (o virtuale come dicono alcuni esperti), che colpisce biecamente tutti, incurante di sesso, età e etnia, senza discriminazione alcuna, e, perciò, molto ma molto pericolosa.

Pare abbiano preso alcuni soggetti, li abbiano analizzati e studiati approfonditamente; il tutto, per cercare un rimedio a questa dilagante nuova sostanza stupefacente che sta mietendo vittime in ogni parte del globo.

Dalla relazione che n’è emersa mi sono vista come protagonista in prima persona.

S’inizia con un’assuefazione allo schermo.

Ad ogni musichetta d’accensione di Windows pare di sentire suonare l’orchestra del paradiso, un cantico di sirene irresistibile per le tue orecchie.

Poi, man mano che si procede con l’assunzione della sostanza, la necessità di udire quella musica diventa impellenza, per passare poi alla fase successiva dell’intolleranza.

Quei minuti che occorrono all’accensione sono troppi: decidi di non spegnere nemmeno più il computer, lo lasci acceso fino a che non si fonde la ventola.

A quel punto vai in crisi d’astinenza e, con gli occhi cerchiati di disperazione, preghi il tecnico che te lo ripari per ieri.

Quando lui ti risponde " l’impossibile lo abbiamo già fatto, per i miracoli ci vuole più tempo", brandiresti con un balzo il coltello che il bastardo ingrato e fetente ha vinto alla caccia al cinghiale, esibito in bella mostra sopra il bancone del negozio, glielo ficcheresti in gola a recidergli la giugulare in un colpo solo.

Ti ritrovi a gironzolare per la strada, alla disperata ricerca di un Internet point che, moderno metadone, ti possa alleviare per pochi minuti la tua forma depressiva.

In alternativa, vai a trovare quel vecchio amico che senti solo per posta elettronica e del quale hai ben presente il suo indirizzo con la chiocciolina, ma che non sai esattamente dove abita.

Gli mandi una mail dal cellulare per avere indicazioni circa il raggiungerlo, gli fai una improvvisata anche se non si sa bene fino a che punto è gradita, visto che gli piombi in casa alle due di notte ma ti fotti altamente dei suoi pensieri e suoni alla porta, atteggiando il volto da cane San Bernardo ed elemosinando con il tuo corpo accartocciato e sofferente l’uso del suo computer.

Lui ti guarda, mosso a compassione dalla tua persona disfatta, si rende immediatamente conto che hai davvero bisogno di lui in quel momento, la sua umanità è desiderosa di essere al tuo fianco e di aiutarti, ipotizzando che il tuo stato pietoso è certamente dovuto ad un lutto in famiglia appena avvenuto, e crede, vedendoti piombare sul suo PC come un avvoltoio in cerca di carogna, che hai la impellente e inderogabile necessità di cercare un servizio funebre coi fiocchi e controfiocchi per il caro estinto.

Quando ti arriva la chiamata "il suo computer è pronto", senti le campane suonare a festa, sai che tra poco potrai avere finalmente la tua dose.

Vai a casa reggendo Lui, l’oscuro oggetto del desiderio, prestando attenzione a non sbatterlo da nessuna parte, incurante del dolore che ti morsica la caviglia destra quando, per salvarLo, ti storci un piede su per le scale di casa.

Lo sistemi al solito posto, con le strisce bianche e rosse a delimitarne lo spazio, off limits a tutti gli altri componenti della famiglia.

Lo guardi, stai già godendo al pensiero di quello che proverai nello spingere quel pulsante ON…

Ti pregusti fino in fondo quei minuti d’attesa, riuscendo persino a non arrabbiarti se avast entra in conflitto con il norton, provando quasi un senso di tenerezza.

Tra poco te lo potrai iniettare in vena e non vedi l’ora di farti invadere dal benessere che ti procura.

Tuo figlio adolescente ti guarda e ti parla: "prendo un po’ di soldi. Mà, hai solo 100 euro nel portafoglio".

Tu manco l’ascolti, troppo preso a legarti il braccio e preparare la siringa; gli rispondi bofonchiando "sì sì va bene, prendi quelli".

Il figlio adolescente congiunge le mani in segno di ringraziamento e scappa via, timoroso che ti risvegli dal tuo strato di trance e realizzi quello che gli hai appena permesso.

Ecco, ora ci sei.

Aprire Internet explorer ti procura un piacere orgasmico al basso ventre, che si espande velocemente a tutto il corpo quando digiti www………………

Bene, ha iniziato a fare effetto, non senti più rumori, non senti più suoni, ti sei estraniato, sei preso dal tuo mondo che vedi bellissimo, a volte colorato, a volte in bianco e nero, dicono dipenda da quello che si è mangiato prima.

Vai alla Sacra Tabella dei collegamenti preferiti, a controllare immediatamente a che punto sei arrivato.

Non importa a cosa sei arrivato, dove sei arrivato, in che occasione sei arrivato: quello che importa è che ora sei lì, partecipe assieme a tanti altri, ad una comunione che di sacro non ha nulla.

Quando poi l’occhio non distingue più i tasti, decidi di andare a dormire, pregustandoti già la prossima iniettata sull’eco di quella che sta svanendo; l’effetto è finito, vai in pace.

Fino alla prossima iniezione.

6 commenti:

  1. Spero che tu non sia davvero a questo punto.

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  2. No, ora non più. Brutta o bella risposta?

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  3. nè brutta nè bella spero per te sincera.Io non sono mai arrivato a tale dipendenza dalla rete.
    L'unica mia dipendenza vergognosa è se dopo aver bevuto un caffè non posso fumare.Lo so che è squallido ma lì mi esce la scimmia,in altre occasioni mi controllo ma lì faccio fatica

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  4. Bè, per le sigarette non dico nulla, mi annovero nella categoria del viziosissimi.
    Per il resto, è vera, sì: quando approdai a questo mondo, circa sette anni fa, era come una droga: la prima cosa che facevo appena arrivata in ufficio era accedere alla rete, al punto che mi arrivava sera addosso e non avevo combinato nulla. Poi sono diventata un po' più grande e di giorno entro pochissimo e senza troppe crisi collaterali di astinenza, complice (o aiuto?) la mancanza di accessibilità dal lavoro. Adesso, se posso, esco. Meglio una sigaretta al gelo di una piazza con gli amici che una sigaretta sola davanti al PC con la TV che blatera in sottofondo. Ciao e grazie :-)

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  5. Siamo in tanti. Chi prima, chi dopo ci abbiamo fatto i conti con questo tarlo. Io senza adsl ero più moderato, poi quando qualche anno fa l'ho installata a casa, c'è stato un periodo veramente tosto (ancora adesso a tratti con i blog). Con la bella stagione è molto diverso perché da aprile a settembre praticamente passiamo i weekend al mare e fra settimana usciamo quasi tutte le sere per andare al nostro baretto all'aperto a farci qualche birra e chiacchiere.

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  6. Sì, credo siamo in tanti. Io più che con il blog ho una certa responsabilità con il forum ma quando scoppio taglio anche di là, quando ho bisogno d'aria. Tipo stasera. Ciao, ragazzi, buon proseguimento a entrambi.

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