martedì 23 febbraio 2010

La triste storia delle gemelle Mike

Roberta è perplessa: non si sarebbe mai e poi mai aspettata di ritrovare quella maledetta scarpa, soprattutto dopo mesi trascorsi alla disperata quanto vana ricerca.
Ed invece eccola apparire quando ormai ogni speranza è stata abbandonata: proprio mentre ha deciso di gettare la gemella nei rifiuti, ecco la desaparecidas sinistra scarpa che appare, come per miracolo, da sotto il cuscino della cuccia del gatto.
Roberta non sa se arrabbiarsi o ridere e considerando quello che spende periodicamente dalla dermatologa per iniezioni di collagene a spianare le rughe, preferisce farsi una bella risata che invece le distende, le maledette.
Eccole di nuovo una di fianco all’altra, le sue splendide scarpe da ginnastica marca Mike, bianche con la virgola rossa ai lati, le suole con gli ammortizzatori che tante volte, prima della misteriosa sparizione, l’avevano sorretta nel salutare jogging mattutino preservandola da sciatalgie lombari.
A meglio osservare la ricomparsa, si rende conto che necessita di un’immediata cura di pulizia, sia per i peli del gatto che per la forma accartocciata che la fa sfigurare di fianco alla sorella.
Roberta le prende entrambe e si dirige nel bagno: qui con una spugna appena imbibita d’acqua, le pulisce delicatamente e quando i peli sono tutti restati attaccati alla spugna, il bianco è tornato bianco ed il rosso brillante, le ripone ad asciugare sul davanzale del bagno.
"Allora sorella, che mi racconti? Che è successo in questi mesi? Io non ho nulla da dirti, me ne sono rimasta là sotto per tutto questo tempo al buio ed al caldo, nonché soffocata di peli. Credo mi sia venuta allergia al felino, che ogni tanto aveva pure degli scombussolamenti intestinali la bestiola; non ti racconto che fetore che ci veniva là sotto. Non mi pare vero di poter vedere nuovamente la luce del sole.
Senti che calduccio che fa! Scarpantibus, non che patissi voglia di caldo, con quello che ho sofferto sempre là sotto in queste ultime settimane di luglio! Dai raccontami un po’’ ché son curiosa; cosa ha fatto la padroncina in questo tempo, non è più andata a correre o ci ha sostituite?"
"E un piacere tornare ad aver qualcuno con cui parlare, cara la mia Sinistra, perché tu avrai sofferto al buio, patito caldo e ti è pure venuta l’allergia ai peli del gatto, ma io, che credi, non sono stata meglio. Innanzi tutto la tremenda sensazione d’essere ancora in piena forma ma d’alcuna utilità per nessuno e, credimi, questa sensazione è terribile: sono ancora una bella scarpa, è bastata una passatina di spugna per riportarmi ai colori brillanti che avevo appena uscita dalla Nova Sport. Ho avuto, insomma, la sensazione che il mio tempo fosse finito e mi chiedevo spesso se esiste il paradiso della scarpa da qualche parte. Insomma, sorella cara, ho sofferto moltissimo della tua mancanza ed ormai mi ero rassegnata a morire per sempre, in mezzo a quella montagna di rifiuti, nell’attesa che il santo protettore di noi tutte venisse a prelevarmi e mi congiungesse a te, che credevo già essere salita al cielo da tempo. Ma ora ci siamo ritrovare, nulla è più importante, pensiamo solamente che domattina la padroncina ci indosserà ed andremo con lei al parco Novi Sad che è una vita che non ci va, perché ci stanno le buche e le Abibas con le quali ci ha sostituito c’hanno degli ammortizzatori taroccati".
"Però, mia amatissima Destra, piacerebbe anche a me sapere se esiste il paradiso delle scarpe. Secondo me è un posto bellissimo, che ci deve ripagare di tutte le pestate e dimenticanze che abbiamo subito in vita. Solo prati verdi sui quali non piove mai, perfettamente battuti e senza buca alcuna; pensa, le nostre suole che tante pedate hanno regalato, non si consumeranno mai più e resteranno perfette per l’eternità!"
"Chissà, sorella, chissà. Tu mi tenti sai? Anche perché la padroncina è stata molto ingrata, mi ha proprio trattato come una scarpa vecchia, e sapesse il dolore che provavo al suo ignorarmi. Senti, Sinistra, ho una proposta da farti…."
"Dimmi, cara, sono tutta lacci"
"E se per una volta fossimo noi a decidere se continuare a camminare o invece rottamarci? Basta poco, lo so: basta solamente che intrecciamo i nostri lacci e ci facciamo infilzare da un refolo di vento più forte degli altri e puff, spariamo per sempre, nessuno mai più ci tratterà da scarpe vecchie perché noi saremo belle e giovani per sempre!"
"Sì sì sì sorella, andiamo, dammi il laccio e voliamo. Sono convinta che nel paradiso delle scarpe non si soffre d’allergie da peli di felino".
E le due scarpe ritrovate volano assieme giù dal cornicione.
Di loro non si seppe più nulla; Roberta continuò a cercarle a lungo, fino a che arrivò il giorno che rinunciò per sempre alla ricerca e le sue scarpe Mike divennero un puntino nel suo baule dei ricordi.

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