sabato 13 febbraio 2010

Esercizi di stile

Mio adorato, il vostro pensiero mi fa tremare il cuore e anche se ci siamo lasciati da poche ore, mi è necessario dirvi quanto il sapere di appartenervi è per me importante. Le vostre mani sfiorano anfratti dell’anima che nemmeno sapevo di possedere, sono sempre davanti ai miei occhi: ne anelo il tocco lieve che d’urgenza mi riveste la mente. Ah, mio amato, crudele il destino che ci divise e ci allontanò, portando me ad un indesiderato talamo di tante sofferenze e poche gioie. Ma noi ben siamo consci che in altro mondo saremo assieme e non dovremo più nasconderci per rubare istanti di passione al tempo: potremo urlare a tutti il nostro amore e nessuna veletta coprirà il rossore del mio volto quando sussurro, a occhi bassi e col cuor che scoppia, che vi amo infinitamente, mio adorato.


Caro marito, so che ti farà piacere ricevere queste righe. Sarò breve: sono arrivata e sto bene. E’ stata dura pedalare fino a casa, il pensiero delle ore che abbiamo passato assieme oggi pomeriggio è stato quello che mi ha dato la forza di gettarmi in un fosso quando, nel cielo, è apparso basso un aeroplano. Ha scaricato la mitraglia , sicuramente cercava voi, i colpi hanno sollevato la terra a pochi passi da me, la paura mi ha fatto restare là per terra, nascosta sotto un rovo a lungo. Finirà tutto questo? Quando potremo tornare a scaldarci nel nostro letto che ha, ogni sera, il cuscino bagnato dalle lacrime della paura per te? Dio sa quanto prego perché tu torni da me, alla tua casa, ai figli che non abbiamo ancora generato. Giuseppe è già pronto, affido a lui queste parole che ti scaldino, stanotte, lassù, dove per coperta hai un manto di stelle.


Giulio, mi hai lasciata da poche ore alla stazione, il viaggio verso il paese è lungo. Sono in una carrozza piena di emigranti e gli odori che salgono dalle sporte delle donne, mi danno un senso di nausea, faccio fatica a concentrarmi sulla lettura e ho deciso di scriverti, imbucherò questa mia alla fermata di Firenze perché voglio che tu sappia in fretta quanto sono orgogliosa di te! Non sai che piacere mi ha fatto vedere la prima nostra automobile là, nel cortile di casa nostra. Mi fa sentire davvero una signora e questa domenica l’avrei voluta trascorrere con te, a girare per le strade della città, con il mio vestito nuovo e sulla nostra Topolino. Spero che mamma si riprenda presto e che ciò che mi dice mia sorella nella sua lettera non sia vero, che si tratti solamente d’un malessere passeggero, così potrò presto tornare da te. Giulio, non so chi eri fino a pochi anni fa, le nostre strade si sono incrociate per caso ma ora il non poterti toccare, annusare e baciare mi fa sentire come se mi avessero tolto una parte di me. Ti amo, marito mio, ti scriverò ancora, per dirti come sta mamma e quando potrò tornare da te.


Lo so che ci siamo visti solo nel pomeriggio e stasera abbiamo appuntamento al Collettivo, ma mi hai detto di scrivere in questo quaderno ogni pensiero mi viene in mente e io lo faccio. Sì, perché, cioè il farlo non significa appartenenza ma condivisione. Non sono brava a scrivere, preferisco tenere dentro i pensieri e di sussurrarteli più tardi, cioè dopo la riunione, perché sai, cioè, sì, insomma, sono timida. Dai, a dopo, compagno. Hasta.


Ciao pikkolo. Mi manki molto. Ci vediamo dopo, ho un pò di kose da dirti. T.V.T.T.B.


Poke

5 commenti:

  1. I tmp cbao e anke lo style xxx king An :-D
    Bel post! Grazie

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  2. Mi è piaciuto molto questo post.

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  3. Raymond Queneau docet.
    Hai stile, ragazza! :)

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  4. Machegentilichesieteragazzi!
    Grazie mille grazie :-)))))))

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  5. Prima -> Poi. Analisi -> sintesi. Evoluzione? Involuzione?
    Brava!
    Dvd

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