lunedì 1 febbraio 2010

diecicose

Interrogo l’io “altro” sul nodo delle cose
sopraggiunte, e gioco in filastrocca
– come bimba – l’essere venuta al mondo,
l’aver vinto il tempo delle infanzie.
E spendo ricordi inconsapevoli del tempo
della scuola, intercetto in tutti i muscoli
la musica, i parti dei miei figli, la scrittura.
Gioco infine la seduzione adulta dei miei anni
e rendo necessarie sigarette che spengo
allo stipite di porte semichiuse – corridoi
nascosti al domani che si approssima, un vento
di maestrale silenzioso – un lungo corteo
policromo d’anime passate,
che m’attendono.

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