venerdì 8 gennaio 2010

pensierisfusi

Clessidra aspettava Meridiana. I granelli di sabbia si facevano sempre più grossi fino a quando si udì un ping e Clessidra si ruppe in mille schegge di cristalli rifrangenti. Prisma sorrideva in un angolo, soddisfatto.

Venne la sera. Meridiana non segnò più alcuna ombra. Clessidra fu rovesciata, iniziando a granellare nuovamente sabbia. Prisma si stiracchiò nella sera: le luci artificiali giocavano a nascondino con le gocce di pioggia.

Fu nuovamente mattina. Clessidra e Meridiana si sincronizzarono nell'aprire gli occhi sul mondo e fu un bellissimo risveglio. Fuori, il bigio premeva alle finestre. Prisma, infastidito, spense la luce e andò a farsi un caffè.

Clessidra rise forte, rischiando di rompere il cristallo. Meridiana le chiese il motivo della sua ilarità. Lei rispose che era un segnatempo ma anche una strega che sapeva prima di vedere. Prisma si grattò la testa, perplesso.

Meridiana andò a segnare le ore altrove. Clessidra restò nel suo tempo, continuando a zampillare lentamente sabbia. Prisma, ai fornelli, preparò il pane.

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