giovedì 28 gennaio 2010

Ma sei io avessi previsto tutto questo...





Lasciamo stare il buon Guccini e la sua Avvelenata che non va mica bene a descrivere il mio attuale stato d’animo: tutto sono, meno che avvelenata.
Oddio, mamma a parte naturalmente, che non ha perso occasione di farsi trovare semi-morente, come sempre quando la sua bambina di quasi quarantanove anni le comunica che per tre giorni è fuori.
“Dove vai stavolta?”
Cioè, come se io fossi sempre fuori ogni tre per due, sempre in offerta speciale… Va bene, a dicembre sono andata a Roma. A Capodanno a Trieste. Ma non mi pare, sinceramente, di essere una gran vagabonda sempre in giro. Se poi la signora madre venisse ad imparare che le ho pure raccontato una balla grande come la casa in cui abita, e cioè che vado con mio marito, in quanto ha un impegno lavorativo che non può assolutamente disdire, sarei sicuramente da qualche ora al pronto soccorso perché si sarebbe fatta venire un attacco di cuore. Allora… domattina prendo un aereo e volo a Palermo. No, non che c’è nulla di strano ma poiché è la prima volta che prendo un aereo in vita mia, non posso dire che sono del tutto tranquilla, ecco.
Già mi vedo, sola come una cipolla tropea nel reparto frigo, a fare tutti quei lavori che si devono fare prima di imbarcarsi. Mi hanno detto, chi c’è stato, che non è nulla. Speriamo sia così. A parte questo piccolo particolare, sono contenta perché rivedrò il mio amico Nuccio, che tanto si è dato da fare per questa cosa, la mia amica Pinina che non mancherà all’appuntamento; poi vedrò per la prima volta altri compagni di viaggio, amici di penna per i quali tutto ciò si è reso possibile e non solo perché sono gli autori di questa antologia della quale mi dicono io sia l’editore. Non so se chi mette in fila delle pagine di word, ne cura bene o male la formattazione, copia e incolla un dipinto regalato da un’amica, e infine clicca su ok si stampi è un editore.
Se è così, ok, sono un editore, evviva! Io mi sento solamente una pennivendola che ha creduto negli altri pennivendoli (non offendetevi, è un vezzeggiativo) e che è felice, domani, di andare in libreria a presentare il frutto di un anno di parole vissute assieme sul forum a quanti vorranno esserci, alla libreria Novecento di Palermo e nel caso qualcuno non abbia tempo, la replica è per domenica mattina, alla libreria Modus Vivendi.
Mi è stato accennato di tutto l’ambaradan che hanno messo in piedi Nuccio e Lidia e spero davvero di non disattendere alcuna aspettativa: sono anche andata dal parrucchiere, mica cotiche eh… Mi hanno promesso che non mi faranno parlare e questo è già un gran vantaggio. Perché se anche voi non ci credete, io sono una grandissima timidona. Insomma, incrociate le dita per me e auguratemi in culo alla balena che resta sempre il miglior augurio per i teatranti quale io mi sento in questo preciso momento. E grazie a tutti coloro che so si sono dati da fare. Poi domani ve lo dico di persona.

1 commento:

  1. Allora in culo alla balena!
    Dal titolo e sottotititolo, non puoi sbagliare.

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