domenica 17 gennaio 2010

Fahrenheit 451

La parola fa paura.
Sempre.
L’unico modo per non farla arrivare, è censurarla; o, non potendo farlo direttamente, far sì che la parola dissidente, che può far riflettere con ottica diversa, non arrivi.
Inevitabile pensare ai roghi descritti in Fahrenheit 451, che Ray Bradbury scrisse nel lontano 1953: un racconto di fantascienza, dove l’autore ci racconta di una società ove leggere libri è reato, istituendo un apposito corpo speciale il cui incarico è mettere al rogo tutte le parole.
Alla fine il protagonista, disubbidendo alle regole imposte con la lettura di poche strofe di un libro destinato al fuoco, inizia una nuova presa di una nuova coscienza.
Quanto sta accadendo in questi giorni, dal delirio leghista circa la pornografia contenuta ne Il diario di Anna Frank con la conseguente richiesta di essere bandito dalle lettura, nonché quanto perpetrato dal sindaco PDL del comune di Sassuolo, mi fa tornare in mente questa letture, ribaltarla al presente e inorridire, per le analogie che ora io ci leggo.




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