lunedì 18 gennaio 2010

Allegro ma non troppo



Scenografia:


Un lungo tavolo, con molte sedie. Dietro, la foto di Napolitano, un enorme crocifisso, la bandiera d’Italia.
Parte l’inno di Mameli e si apre il sipario: occhio di bue illuminato sulla figura al centro che porta la fascia tricolore di traverso, a identificarlo immediatamente, come il sindaco.
Sipario. Sfuma l’occhio di bue, luce piena sulla scena.


Sindaco: Buon pomeriggio, signore e signori. E’ un piacere vedervi così numerosi e presenti, soprattutto per l’argomento importantissimo che apre l’odierna giornata di lavoro. Avete tutti sotto mano il promemoria?


Presente1: Mi perdoni, signor sindaco, ma non capisco perché leggo “Non approvo le tue idee ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa sostenerle”. Perché mette la famosa frase di Voltaire?


Presente2 (al suo vicino): Che uomo! Che cultuva! Come sono felice che sia il Mio Sindaco…


Sindaco: Signor Presente1, mi lasci spiegare: tutto nasce dalle problematiche che mi sono state sottoposte dall’economato. Signora Presente2, la ringrazio, del suo voto e di esserci.


Presente2 (al Sindaco): Come non essevci con Lei, che ci ha libevato della pvesenza di quei bvutti ceffi puzzolenti, tutti quei mavocchini, quei bavbavi che viempiono, pensi lei, pevsino l’Esselunga! Fino a qualche tempo fa andavano al Lidl ma ova hanno puve invaso il supevmevcato più chic della nostva città… Che schifo… Che dive, poi, della pulizia che ha fatto di quel posto che non mi vicovdo mica come si chiama, ma sì, ha il nome di un vegista… vusso, cevtamente…


Presente1 (a Presente2): Si chiama Fassbinder ed è tedesco. Strano, signora, lei coi tedeschi dovrebbe avere un ottimo rapporto…


Presente2 (con faccia disgustata): Quanto lei con i vegisti russi…


Assessore alla Cultura: Signor Sindaco, mi consenta, ma La Repubblica non rientra tra le mie e le sue letture preferite, è un giornale fazioso, facinoroso, la voce di una sporca propaganda bolscevica! Qua non abbiamo più soldi, la crisi incombe e dobbiamo assolutamente tagliare le spese. Propongo dunque, se lei approva, di non rinnovare l’abbonamento. Propongo di fare, altresì, l’abbonamento a Il Giornale e a Libero, che ben più ci aggradano e riscontrano le nostre simpatie.


Sindaco: Assessore, ma io sono un democratico e censurare la lettura del quotidiano che Lei ben dice non riscontrare le mie simpatie, sarebbe come non garantire la pluralità dell’informazione ai miei cittadini. Per questo, se lei davvero mi dice che non teniamo denaro, io, paladino, sborserò di tasca mia la cifra occorrente per l’abbonamento. Non voglio che nessuno possa mai accusarmi di essere un censore. Proprio a me! Dopo che mi sono battuto in lungo e in largo per garantire un luogo di culto alle comunità di religione non cattolica, dopo che ho ascoltato i ragazzi del centro sociale, proponendo loro una sede alternativa a quella ormai inagibile…
Poi Voltaire è stato uno tra i filosofi preferiti, le sue affermazioni sono state per me illuminanti. In ogni senso.


Fuori campo inizia un brontolio che si fa sempre più forte, un rumore crescente quasi insopportabile che, alla fine, scoppia con lo stesso rumore di una bomba: è la balla sparata da sindaco che ha forato il soffitto del teatro.


Parte la canzone “Era meglio morire da piccoli” di Paolo Rossi, sulle note scozzesi di Gary Owen.
Le luci sfumano.
Sipario.
Fine della prima sceneggiata.

12 commenti:

  1. Domanda difficile:
    ma la gente è contenta così o una parte si è già pentita di aver eletto questi elementi?

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  2. Risposta impossibile, per ora.

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  3. Certo che proprio Fassbinder sono andati a pescare....questa suona come una provocazione....

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  4. Ma dai, si chiama così da circa 25 anni, quando ancora soffiava un bel vento rosso!

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  5. "Poi Voltaire è stato uno tra i filosofi preferiti, le sue affermazioni sono state per me illuminanti. In ogni senso."

    Peccato che la citazione “Non condivido la tua idea, ma mi batterò fino alla morte perchè tu possa esprimerla liberamente” non sia mai stata scritta né pronunciata da Voltaire.

    L’autrice è Evelyn Beatrice Hall che scrisse « I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it. ». Evelyn Beatrice Hall mise, a torto, tra virgolette la frase in due opere da lei dedicate all’’autore di «Candido», in seguito l’autrice riconobbe che la citazione in questione non era autografa di Voltaire ma ormai il cammino nell’immaginario collettivo era avviato e così ce la trasciniamo pure ai nostri giorni.

    A proposito... mi piacerebbe chiedere al Sindaco Caselli come mai quella frase che gli piace tanto, di Voltaire o di altri, sia diventata valida solo dopo il 18 gennaio. Prima non valeva?
    E se oggi è valida per La Repubblica lo è anche per il Fassbinder? e per la comunità islamica che chiede di poter autonomamente gestire un luogo di culto?

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  6. Ciao Diego, ci conosciamo io e te, molto bene (sono la moglie di Nocetti), ho già letto questo tuo commento sul sito di Fabrizio: me l'hanno venduta come di Voltaire e come tale me la tengo. Non saprei che dirti, sia per la moschea che per il Fassbinder. Evidentemente si cambia idea in itinere, no? Grazie, è un piacere vederti qui...

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  7. E visto che mi piace vantarmi delle mie conoscenze, ai signori che qui sopra hanno lasciato un passaggio, comunico che Diego è un pittore che ha curato le copertine di alcuni dischi dei C.S.I. che conoscete bene, credo :-)

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  8. Ciao Daniela, in effetti guardando la foto ero sicuro di conoscerti ma non riuscivo a identificarti (e poi la foto, anche ingrandita è piccola! sono scusato?). Ho trovato questo blog, così come l'altro, solo oggi facendo una ricerca con Google e inserendo le famigerate parole "Caselli Sassuolo Repubblica Biblioteca".

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  9. Diciamo, Diego, che pur non essendo più residente a Sassuolo, ho sposato la causa, ho aperto un gruppo su FaceBook che si proponeva di regalare un abbonamento a La Repubblica al comune di Sassuolo. Il tutto ieri pomeriggio alle 14 circa. Leggere stamane della marcia indietro di Caselli... bè, mi ha dato una certa soddisfazione. Non mi sono espressa su altre faccende ma questa, per il momento storico attuale, è per me di una gravità inaudita e non da essere limitata alla triste realtà ora nero/verde di Sassuolo.

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  10. Anch'io, assieme ad altri amici e amiche, mi sono dato da fare nei giorni scorsi. Abbiamo scritto a La Repubblica e agli altri quotidiani (sia nazionali che locali), poi all'ABI Associazione Biblioteche Italiane che già si era occupata di una faccenda simile:
    http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c0910a.htm

    E' stato qualcosa tra il divertente e lo sconfortante assistere poi alle arrampicate sugli specchi del Scindaco che cercava di giustificare la scelta, a mio avviso una meschina vendetta politica non ideata neppure da lui, come se fosse un necessario taglio al bilancio. Ora si atteggia a generoso campione dell'imparzialità ("pago io!") come se la cosa fosse una questione privata.
    No, non è Luca Caselli che deve rimediare col suo personale portafoglio, ma il Comune di Sassuolo.

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  11. Bè, ma lui è generoso... pensa ai crocefissi che ha regalato a destra e a manca (più a destra, oserei pensare)... Il Comune di Sassuolo mi auguro che rimedierà ma temo che non siano più i sassolesi miei concittadini che abitano la città che ritengo anche mia, la mia piazza delle canalette ora coperte, con la bancarella dei fumetti e libri usati che è lì da 40 anni, che hanno perso il senso di tutto e leggendo alcuni commenti lasciati agli articoli on-line di Sassuolo2000 ne ho la conferma.

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  12. Però mi stupisco che Repubblica abbia dedicato a questo "scandalo" un articolo solamente nella edizione di Bologna. Vero è che c'erano i deliri leghisti sul Diario di Anna Frank, la santificazione di San Bettino...

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