sabato 19 dicembre 2009

Reset



A luglio mi sono tesserata al PD.
Ho passato sotto lo scanner la mia tesserina e l’ho inviata per mail a Ignazio Marino, con due righe di accompagnamento:
“Spero di non dover rimpiangere gli euro spesi per questa tessera”.
La risposta fu in automatico, non sono così scema da pensare che potesse rispondermi in modo personale.
Non è che abbia fatto chissà cosa quest’estate e questo autunno, fino alle primarie, se non convincermi ogni giorno di più che Marino era la svolta, il nuovo che avanzava.
Il cambiamento.
Ho conosciuto in questi mesi delle belle persone, ho vissuto situazioni che in parte mi hanno ricordato i compagni della piazza di trent’anni fa.
Ma ora, a giochi fatti e archiviati, che è rimasto?
Non so agli altri.
A me solo la voglia di tagliare in due la tesserina plastificata, passarla nuovamente allo scanner e inviarla non a Marino, che ha tenuto fede a quanto sempre dichiarato circa l’andare avanti e sostenere Bersani, ma inviarla proprio a Pierluigi assieme a poche righe di accompagnamento.
Vorrei dirgli che non mi è piaciuto il suo atteggiamento nei confronti del No B Day.
Che alla Binetti deve decidersi a dare un calcio in culo con il piede destro e a Fioroni con quello destro.
Che avrebbe dovuto offrire un bottiglia di lambrusco a tutti quanti noi tesserati per festeggiare l’uscita di Rutelli.
Che l’unica che ha avuto le palle di esternare il pensiero di molti circa l’aggressione di Silvietto il Breve è stata Rosy.
Che non mi piacciono ma proprio per un cazzo le dichiarazioni d’inciucio e di salvataggio del D’Ameba.
Che sono stanca e gli restituisco la sua tessera perché non è la tessera del partito che mi rappresenta.
Che torno a fare il cane sciolto, la dimensione che ho abitato per tanti anni e che capisco è l’unica che potrò continuare ad abitare.
Perché sempre più mozzo e orgogliosa di esserlo.


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