mercoledì 16 dicembre 2009

Gennaio 1925 - (Dicembre 2009?)


Discorso del 3 gennaio 1925

“Il mio discorso sarà chiarissimo e tale da determinare una chiarificazione assoluta.
Voi intendete che dopo aver lungamente camminato insieme con dei compagni di viaggio, ai quali del resto andrebbe sempre la nostra gratitudine per quello che hanno fatto, è necessaria una sosta per vedere se la stessa strada con gli stessi compagni può essere ancora percorsa nell’avvenire.
Si dice: il fascismo è un’orda di barbari accampati nella nazione; è un movimento di banditi e di predoni! Si inscena la questione morale, e noi conosciamo la triste storia delle questioni morali in Italia. Dichiaro qui, al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda! Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere! Quando due elementi sono in lotta e sono irriducibili, la soluzione è la forza. Non c’è mai stata altra soluzione nella storia e non ce ne sarà mai. Vi siete fatti delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse finito perché io lo comprimevo, che fosse morto perché io lo castigavo. Ma se io mettessi la centesima parte dell’energia che ho messo a comprimerlo, a scatenarlo, voi vedreste allora.
Non ci sarà bisogno di questo, perché il Governo è abbastanza forte per stroncare in pieno definitivamente la sedizione dell’Aventino. L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa. Noi, questa tranquillità, questa calma laboriosa gliela daremo con l’amore, se è possibile, e con la forza, se sarà necessario. Voi state certi che nelle quarantott’ore successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta l’area.
Tutti sappiamo che ciò che ho in animo non è capriccio di persona, non è libidine di governo, non è passione ignobile, ma è soltanto amore sconfinato e possente per la patria”
(Mussolini, discorso alla Camera dei Deputati, 3 gennaio 1925)


I provvedimenti successivi

“Portare ogni cura nell’adozione delle misure atte a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico in qualunque circostanza.

1) chiusura di tutti i circoli e ritrovi sospetti dal punto di vista politico;

2) scioglimento di tutte le organizzazioni che sotto qualsiasi pretesto possano raccogliere elementi turbolenti o che comunque tendano a sovvertire i poteri dello Stato;

3) lo scioglimento di tutti i gruppi dell’Italia libera [associazione antifascista di ex-combattenti] vietandone sin da ora qualsiasi attività;

4) vigilanza dei comunisti e sovversivi che diano prova o sospetto di attività criminosa procedendo a retate degli elementi pericolosi e avvertendo che ogni tentativo di resistenza deve essere severamente represso con ogni mezzo;

5) rastrellamento di armi illegalmente detenute operando oculate frequenti perquisizioni;

6) vigilanza rigorosissima sugli esercizi pubblici”
(Telegramma ai prefetti del 3 gennaio 1925)


“Prego chiamare immediatamente dirigenti federazioni provinciali fasci et tenere loro seguente discorso: dopo seduta Camera tre gennaio ogni ulteriore incidente disordine il legalismo sporadico nuocerebbe gravemente governo et fascismo e gioverebbe esclusivamente opposizioni. Governo intende reprimere ogni tentativo disordine che non avrebbe più alcuna menoma giustificazione. Nazione unanime chiede laboriosa calma lavoro disciplinato e fascisti devono dare essi per primi esempio. Aggiungo che di ogni ulteriore tentativo disordine terrò non solo politicamente responsabili i dirigenti federazioni stesse. Gradirò conferma”
(Telegramma di Mussolini ai prefetti, 4 gennaio 1925)




Il risultato
“95 circoli e ritrovi sospetti chiusi, insieme a 150 esercizi pubblici,
25 organizzazioni sovversive e 120 gruppi di Italia libera sciolti,
111 sovversivi arrestati, 655 perquisizioni domiciliari effettuate”
(Bilancio del 6 gennaio 1925 al consiglio dei ministri)


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Fonte:





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