martedì 22 dicembre 2009

Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere di Giacomo Leopardi


VENDITORE: Almanacchi, almanacchi nuovi, nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
PASSEGGERE: Almanacchi per l'anno nuovo?
VENDITORE: Sì, signore
PASSEGGERE: Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
VENDITORE: Oh illustrissimo si, certo.
PASSEGGERE: Come quest'anno passato?
VENDITORE: Piú piú assai.
PASSEGGERE: Come quello di là?
VENDITORE: Piú Più, illustrissimo.
PASSEGGERE: Ma come qual’altro? Non vi piacerebbe che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
VENDITORE: Signor no, non mi piacerebbe,
PASSEGGERE: Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
VENDITORE: Saranno vent'anni, illustrissimo...
PASSEGGERE: A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
VENDITORE: lo? non saprei.
PASSEGGERE: Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
VENDITORE: No in verità, illustrissimo.
PASSEGGERE: E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
VENDITORE: Cotesto si sa.
PASSEGGERE: Non tornereste voi a vivere codesti ventanni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
VENDITORE: Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
PASSEGGERE: Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né piú né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
VENDITORE: Cotesto non vorrei.
PASSEGGERE: Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
VENDITORE: Lo credo cotesto.
PASSEGGERE: Nè anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
VENDITORE: Signor no davvero, non tornerei,
PASSEGGERE: Oh che vita vorreste, voi dunque?
VENDITORE: Vorrei una vita cosí, come Dio me la mandasse, senza altri patti.
PASSEGGERE: Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non sì sa dell'anno nuovo?
VENDITORE: Appunto.
PASSEGGERE: Così vorrei ancor io, se avessi a rivivere e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce, non la vita passata, ma la futura, Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri e sì principierà la vita felice, Non è vero?
VENDITORE: Speriamo.
PASSEGGERE: Dunque mostratemi l’almanacco piú bello che avete.
VENDITORE: Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
PASSEGGERE: Ecco trenta soldi.
VENDITORE: Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi, lunari nuovi!

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