martedì 29 dicembre 2009

Annus horribili


E’ tempo di bilanci. L’anno solare sta per chiudersi ed è utile mettere in fila, possibilmente in ordine, i numeri che hanno caratterizzato questo uscente 2009.
Non ci riesco a farlo ragioneristicamente come so fare, il risultato già so sarebbe una grossa perdita, da bancarotta fraudolenta quasi.
A chi legge, il pensare di cosa.
Mi viene in mente annus horribili in decade malefica e mi rincuoro, tra un anno festeggeremo - non si sa come, dove e soprattutto se - non solo la fine dell’annus horribili ma pure della decade malefica.
Ci sono due cose che, sopra tutte le altre, mi faranno ricordare questo mio quarantottesimo anno di vita.
La prima, sicuramente, è che mi sono presa dell’assassina per la posizione che ho assunto nel caso di Eluana Englaro.
Sono stata male in febbraio, perché ho ripensato a mio padre, sono andata al 23 maggio del 1999, la sera prima che lui morisse, quando, in un raro momento di lucidità, sovrastato da un dolore che la morfina non riusciva ad arginare, mi prese una mano e mi disse “Dani, sono stanco, falli smettere.”
Ero impotente, io come lui.
E come noi, in tanti.
Peppino Englaro ha lottato, ce l’ha fatta.
Nessuno di noi sa quanto ha pagato e quanto ancora pagherà per la battaglia che ha intrapreso per quel corpo morto ma ancora vivo che era sua figlia.


Sorvolo sulla ginnastica da camera di Silvietto il Breve e su quanto ha fatto e detto: non occorre rispolverare le perfomance di chi ci ha resi ridicoli agli occhi del mondo intero.
Non voglio nemmeno rigirare il coltello nella piaga sul dove stiamo andando con la politica del Breve: lo abbiamo sotto gli occhi, basta che togliere le spesse fette di prosciutto con le quali, spesso, ci si chiude gli occhi per non vedere.
La seconda cosa che ricorderò, è l’avversione, il timore, la rabbia, il disgusto per un’area del Partito Del Love.
Dicono che l’odio è una componente che è molto vicina all’amore, un sentimento altrettanto forte.
Ed è forse questa l’unica motivazione che mi fa comprendere la posizione di un Maroni, di un Borghezio, di un Gentilini, di un Saya, di un Bossi: hanno amato talmente, che ora è solamente l’odio che li alimenta.
Mi consolo, perché io so che posso amare ma che non potrò mai odiare così.



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