lunedì 14 dicembre 2009

Anche i ricchi vengono travertinati

Non volevo scriverne ma non ci riesco a non farlo, leggendo le varie dichiarazioni rilasciate a commento dell’aggressione subita da Silvietto il Breve.
Non volevo scriverne perché farlo è espormi ad una gogna, è essere castigata dai tanti anche miei “amici” che gli hanno immediatamente dato la solidarietà, quando fino a ieri lo avrebbero volentieri sputato.
Io, in prima fila: ieri ma anche oggi.
Non sono ipocrita al punto di negare che ieri sera sono stata contenta.
Leggo che c’è chi vorrebbe per lui il carcere per i reati commessi, dopo un regolare processo, ma non di vederlo massacrato di botte.
Concordo, la vista del sangue disturba anche me.
Non ho letto la dichiarazione di Giovanardi, magari troverà anche per Silvietto le parole che è riuscito a trovare per Stefano Cucchi: non perle ai porci ma un porco che crede di avere perle in bocca. Spero che dio mi scampi dal sentire il suo pensiero su Tartaglia… In fin dei conti non ho ancora scritto la mia lettera al babbo natale, chissà che con la sola forza del pensiero gli arrivi questa mia.
Torno al ferito, alle invocazioni di democrazia e di condanna di ogni gesto violento, osannamenti alla legalità. Mi chiedo: se non ci si è riusciti in questi suoi quindici anni di governo, con una corte dei miracoli che si è esibita in tripli salti mortali carpiati con avvitamento all’indietro per salvarlo, volete dire che ci si possa riuscire adesso?
I saltimbanchi sono perfettamente allenati e ogni giorno provano nuovi numeri da sottoporre allo spettacolo che il circo ha in programma quotidianamente, eterno e perpetuo cartellone di disgusti vari e assortiti che non voglio ricordare perché sarei accusata di essere logorroica oltre che retorica, complementi oggetti che assieme a comunisti, vengono quotidianamente usati per tacciare con una violenza non fisica ma verbale i tanti che oserebbero dire mi consenta…


Povero Santo Silvietto il Breve, che sostituirà presto Santa Lucia nel calendario cattolico, con la sponsorizzazione delle sue reti di informazione, capitanate dal fido Fede e dallo scodinzolante Minzolini…


Chi semina vento raccoglie tempesta: che ha seminato, Silvietto e la sua banda in questi mesi?


Non ha forse lui e la sua corte fomentato l’odio a dei livelli tali per cui io, pur non approvando la violenza, posso comprendere che persone magari un attimo squilibrate e con richieste di T.S.O. in sospeso, siano portate ad un punto di esasperazione tale da non volergli solamente inondare la faccia con un bello sputo, magari catarroso, ma con un bel pezzo di travertino del duomo?


E' stato fondato un gruppo che si chiede qual è la differenza tra Silvietto il Breve e il suo aggressore; la linea che farà la differenza è veramente una sola, piccola, sottilissima: Tartaglia verrà processato, Silvietto no, perché lui non ha mai scagliato una pietra in faccia a nessuno, è qui la differenza, stolti che non siamo altro!
Ha fatto di tutto ma non ha mai scagliato pietre...


Consoliamoci, Tartaglia non finirà accidentalmente giù da una finestra o rotolando scomposto per le scale, troppo pericoloso in questo momento dove tutti i fari accesi e puntati, a occhio di bue a imitazione di quello di Gasparri.


Mi piacerebbe sapere una cosa da tutti coloro che stanno condannando la violenza, che anelano alla democrazia, che desiderano smorzare i toni pericolosi da quasi guerriglia urbana che ogni giorno di più si odono nelle piazze, cosa hanno detto quando alla Caserma Diaz hanno massacrato quei ragazzi, ricordando loro che ai tempi Silvietto il Breve era a capo del Governo e ministro degli interni era un certo Gianfranco Fini?
La risposta già la so: invece di andare a fare casino a Genova dovevano andare al mare.
Ma allora perché Silvietto il Breve e la sua claque non si ritira per sempre su un’isola deserta, dove possa continuare a cantarsele e suonarsele, affinché si possa davvero arrivare a un fermo di tutta questa violenza, verbale e fisica, che ogni giorno di più ci attanaglia la gola e ci fa respirare un’aria che pare essere emigrata direttamente da Londra con la sua tonalità fumo?
E’ forse il grigio prima del nero?
Non lo so. Ciò che però so è che io non aderirò ad alcun gruppo di sostegno a Silvietto, non farò la faccia dispiaciuta e contrita al pensiero di quei tagli inferte a un povero vecchietto.
Non mi fa compassione. Punto.




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