venerdì 6 novembre 2009

Pensieri vaganti da dita scottate


Eccoci qui, di nuovo, con l'aria tra le mani.
E quanto è leggera, impalpabile e senza alcuna consistenza.
Trasparente, come certe acque demineralizzate che lasciano un retrogusto amarognolo in bocca.
In alto i calici, si brinda!
No, non a un matrimonio, nemmeno a un battesimo o ad una comunione, con tutte quelle fanciulle ridicolamente vestite da sposine.
Io, ricordo, avevo un vestito da suora.
Preveggente.
Al contrario, oserei quasi dire.
Mi sono bruciata le dita a scottare i fagiolini.
Devo stare più attenta a usare le presine.
Ma per quanto le abbia cercate, non le ho trovate di acciaio temperato.
Solo di stoffe che non trattengono affatto il calore dei manici delle pentole.
Così è, che mi garbi o meno.
Mi tengo le mie quattro dita arrossate.
Nessuna pomata può servire, adesso.
Occorre solamente lasciare che la pelle si riformi sopra.
Nuova.
No, pelle indurita.
Ogni volta di più.

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