sabato 7 novembre 2009

Lassù sul Monte Calvo

Sul monte Calvo la musica di Mussorgskij pare andare a tempo con i vapori che iniziano a sprigionarsi dalla catasta di legno.
Al di sopra di essa, legati al palo per impedire ogni via di fuga, cinque figure nude sono appese, ad attendere che quel fumo si trasformi in fiamme e inizi a far sfrigolare le loro carni.
Non sanno quale delitto hanno commesso, non conoscono i capi di imputazione; sono stati dichiarati colpevoli e sono stati condannati a quella morte così atroce.
Nemmeno il tempo di salutare le famiglie.
Sono stati cancellate le loro esistenze nel giro di pochi minuti.
Quando sentivano parlare di queste razzie mai avrebbero pensato che loro stessi ne potessero essere vittime.
Ed era invece avvenuto.
E’ bastato un sussurro da porta a porta, un sospetto di stregoneria, un’accusa di eresia; il nero Jakob Sprenger è giunto, ha puntato il dito e gli ignari hanno avuto il destino segnato.
Non gli ha concesso nemmeno la tortura. Li ha condannati subito a morte.
Dalla catasta salgono le prime fiamme.
Si odono le urla dei disgraziati, coperte dalle grida esultanti della folla accorsa che guarda con orgiastica eccitazione.
Potrebbe toccare a loro, domani…
Tra poco sarà tutto finito, pensano mentre il dolore morsica i loro corpi.
Il destino è ormai compiuto, mentre nell’aria si espande un olezzo di carni strinate.


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