giovedì 8 gennaio 2009

Meglio una pietosa bugia al posto di una devastante verità

Buongiorno, signore e signorine, ché qui non facciamo distinzioni di status sociale perché ogni momento potrebbe essere quello giusto per mettere in pratica questi consigli, basta volerlo o essere nella condizione mentale di desiderarlo.
Siete sole oppure avete un compagno da rottamare?
Avete scritto pagine e pagine di diario e di poesie, scrivendo e sognando ciò che vorreste ma ora siete stanche della teoria e volete la pratica?
Bene, queste poche righe sono per voi, leggete con attenzione e arriverete dritte all’obiettivo, non potrà sfuggire alle vostre brame se seguirete i consigli da manuale che anni e anni di lettura ed esperienza diretta, mi convincono, ora, a dividere con voi.
Per prima cosa, occorre stabilire il luogo dove, potenzialmente, potrete trovare la vostra vittima e per fare questo dovete essere spietate con voi stesse: se siete over trenta, e, ancor peggio, over quaranta, sconsiglio caldamente la discoteca perché frequentata solo da insoddisfatti tardoni in cerca di una botta e via.
Da scartare decisamente le birrerie, per non essere accusate di pedofilia.
Un caffè del centro potrebbe essere il luogo ideale, soprattutto verso le diciannove, quando si riverseranno colà tutti i manager della vostra zona per un aperitivo ed avrete la vostra porca scelta.
Non fate troppo le difficili a soffermarvi sul loro anulare della mano sinistra, non tutti portano la fede perché – dicono – dà fastidio, poi ricordate che non state cercando il matrimonio, solamente qualche ora di sollazzo e poi, se sarete molto ma molto ma molto fortunate, le ore potrebbero diventare mesi e solo nel caso abbiate davvero un grandissimo deretano, anni da vivere assieme, non maritate ma ugualmente felici e contente.
Dovrete prepararvi al giorno della riscossa con molta cura perché non potete sapere in anticipo cosa succederà e mai andare impreparati a questi incontri con il destino. Occorre, dunque, una seduta per eliminare tutti i peli superflui, compresi quei peletti insistenti che vi rovinano il giro occhio, un ritocco al capello dal parrucchiere e non siate tirchie, acquistate quella lacca che ve li lucida come fossero seta pura perché l’effetto, sotto le luci basse del caffè, sarà spettacolare.
Per l’intimo astenetevi di indossare, per quella sera, le mutande di nonna Pina e la pancera alla Bridget Jones, ma non avventuratevi nemmeno in un completo acquistato al sexy shop del signor Buzzi, potreste bloccare il vostro lui alla visione dei vostri capezzoli che sporgono da un reggiseno rosso e nero a metà seno e un perizoma con buchi strategici davanti e dietro.
Concedetevi, lasciando da parte ogni senso di colpa per il costo esorbitante che sosterrete, il delizioso completo intimo di seta grigio perla che ammicca dalla vetrina di Victoria’s Secret, che completerete con una calza sobria di una tonalità appena un attimo più scura, dimenticando, per questa prima escursione di caccia, le autoreggenti, sempre per il motivo suddetto.
Evitate accuratamente un trucco pesante, non vi si addice e vi farebbe troppo maliarde. Non dimenticate che il genere acqua&sapone è sempre il preferito: perfetto sarebbe usare il bagno schiuma al borotalco che riporterebbe, immediatamente, sensazioni dimenticate ma mai sopite della fanciullezza.
Un tailleur, possibilmente scuro, con una camicia bianca – che risolve ogni situazione – e il giroperle con orecchini annessi di nonna Amelia saranno perfetti a dare di voi l’idea della signora elegante ma proiettata nel mondo dove vive, soprattutto se completerete la vostra mise con le Chanel a tacco quadro basso di vernice nera e borsa Kelly coordinata.
Una raccomandazione: fate lavare la vostra auto, anche se è una cosa che odiate fare, vi costa solamente dieci minuti d’attesa al lavaggio ma non vorrete presentarvi, tutte così eleganti e sobrie, con la vostra Musa inzaccherata dall’ultima gita fuori porta fatta nel marzo dello scorso anno: gli uomini notano queste cose, e vi catalogherebbero sicuramente nella schiera della femmine senza cervello che non curano le cose delle quali non capiscono nulla, come l’automobile, appunto.
Stabilita dunque la forma, dovete pensare alla sostanza: entrate con passo sicuro al caffè, spalle dritte e guardo diretto al barman e nessun altro, insomma voi siete lì solo per prendervi un aperitivo.
Ordinate un Bellini rifiutando le noccioline: potrebbero infilarsi tra i denti con risultati che sarebbero devastanti e determinanti poiché non potrete sicuramente usare uno stuzzicadenti per rimuovere l’intruso.
Accomodatevi nel tavolino all’angolo con le spalle al muro: indispensabile la visuale sull’entrata se non avete già adocchiato nessuno, tra i già presenti, di appetibile.
Trovato il vostro soggetto, agganciatelo con una occhiata significativa che dice tutto quanto: capirete immediatamente se ha colto.
Nel caso non lo abbia fatto, lasciatelo perdere: è tonto e non merita i vostri sforzi.
Se invece il soggetto coglie, prendete dalla borsetta le sigarette e avviatevi verso l’uscita, avendo l’accortezza di lasciare cappotto e borsa in bellavista sulla sedia, per fare capire al signore che tornerete ma che gli state offrendo, su un piatto d’argento, l’occasione di accomodarsi al vostro tavolino quando rientrerete dopo la sigaretta.
Uscite e fate il gesto di smarrimento per aver dimenticato l’accendino nella borsa: il vostro cavaliere vi soccorrerà immediatamente, brillandovi la fiamma sotto il naso e sorridendovi come per dire “Ah, voi donne, che sbadate…”
Iniziate la conversazione che proseguirà, poi, al tavolo e qui cautela, ragazze, molta cautela: non dovrete mai e dico mai mostrarvi intelligenti quali voi siete, agli uomini piace credere di essere molto più intelligenti di noi e ci costa così poco farglielo credere (a meno che non sia l’otto marzo ma questo è un altro discorso).
Lasciate dunque che sia lui a introdurre l’argomento e dimostratevi interessate e partecipi, nascondendo tutte le vostre conoscenze della questione trattata e annuendo ad ogni parola, come fosse la rivelazione del terzo segreto di Fatima.
A quel punto, vi deve necessariamente invitare a cena che voi accetterete senza troppe pippe mentali, siete perfette come siete, non avete tempo di rientrare a casa a cambiarvi, carpe diem e via che si va, non puzzate, per i denti masticate (di nascosto) un vigorsol e andate tranquille, siete splendide e lui è già vostro.
Dovrete fargli capire quanto siete contente di averlo conosciuto e che non vedete l’ora di approfondire la conoscenza in erba e avete anni e anni di studi per farlo, non siate timide perché non è il momento.
Al ristorante lasciatelo ordinare lui per voi ma sconvolgetelo con un effetto speciale, ordinando un vino particolare: se non siete efferate sull’argomento, gugglate un poco ed avrete tutte le informazioni necessarie per accompagnare carne o pesce che sarà.
Durante la cena sfuggite il suo sguardo, dovrete dimostrarvi un poco intimorite nonché stupite della fortuna che vi è capitata ad incontrare un uomo così interessante, se poi riuscite anche ad arrossire ogni tanto sarà perfetto.
Evitate accuratamente qualsiasi indagine sulla sua situazione famigliare, non è ancora il momento, e sollecitatelo a parlare di argomenti che percepite appartenergli e che gli dia modo di esternare tutta la sua competenza.
Finita la cena, il momento di imbarazzo ci sarà: lui vorrebbe osare di più ma non sa se ancora se lo può permettere. Se vi propone un teatro, declinate gentilmente l’invito, dicendo che ne avete visto uno la sera precedente, e spiegategli che preferite il cinema, magari visto su un divano in relax con un camino scoppiettante davanti.
Dovrete essere voi ad incoraggiarlo a proseguire ma dovrete farlo in un modo che sembrerà del tutto casuale.
Non potete contare su una storta alla caviglia per volargli tra le braccia (avete i tacchi bassi, non dimenticatelo), ma potreste ugualmente fingere di scivolare sull’asfalto e aggrapparvi al suo braccio per non rovinare in terra.
A quel punto sarà costretto a toccarvi e i vostri occhi, con i quali lo ringrazierete del soccorso, saranno così invitanti che non potrà fare a meno di baciarvi: particolare importante se lo farà in mezzo alla strada, potete evitare la fatidica domanda che vi martella nel cervello, non è sposato o non si esporrebbe così, sulla pubblica strada, ad bacio appassionato che voi saprete sicuramente come fare diventare ancora più appassionato* nonché bisognoso di altro, il suo corpo smania e lo sentite tutto, oltre il calzone di Armani appoggiato sulla vostra coscia.
*(pagina 269 del manuale Hite)
Auguratevi che non vi proponga l’Hotel Regio ma casa sua (gioite, ha una casa, è un single) e qui, ora, liberatevi e sfogate tutta la vostra passione, facendo solamente attenzione che sia lui a spogliarvi e condurre il gioco: nonostante i luoghi comuni, gli uomini continuano a preferire di credere essere loro i maestri della conduzione delle schermaglie di sesso e voi dovrete essere bravissime a nascondere gli insegnamenti appresi da Hite, dalla Jong e da tutta la produzione letteraria che avete avidamente letto negli anni precedenti e della quale ne avete fatta la vostra bibbia.
Ed eccoci qua: il vostro completino intimo di seta grigio perla ha dato di voi l’idea della donna sexy ma sobria, la vostra partecipazione all’atto sessuale ha fatto sì che lui pensi di quanto sono veri certi vecchi proverbi e siete mollemente e languidamente sdraiate a letto.
Speravate forse in un secondo round ma non tutti sono perfetti, accontentavi per questa prima volta e confidate che la seconda, andrà certamente meglio.
Magari dopo il caffè ed un piattino di tiramisù che, tanto amorevolmente, sta preparando in cucina, mentre si organizza con il servizio buono per servirvelo a letto.
Smettetela di ridere nel vedere il suo sedere nudo e le sue spalle mentre traffica, soffocate assolutamente ogni ilarità e concentratevi solamente sulle ultime parole che ha detto prima di sollevarsi dal letto:
“Allora, tesoro, ti è piaciuto?”
Siete speciali ragazze a mentire, lo so.
Portate pazienza, una la si concede e si rimanda, alla seconda, però, si boccia.
Poi, ricordate, che a volte, è meglio una pietosa bugia che una devastante verità.
Dipende dalla posta in gioco e se il gioco vale la candela.

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